A Verona la lezione concerto si fa post-apocalittica

By | Tutti | No Comments

La start-up culturale Fucina Culturale Machiavelli propone il ciclo di concerti di musica da camera “Le Partiture Parlanti”

Nella città di White Noise City la musica è il più grande dei crimini e tutti gli strumenti sono stati tarati per suonare oltre la soglia di udibilità umana. Con questa premessa la rassegna di musica da camera Le Partiture Parlanti  vuole avvicinare anche i più scettici alla musica classica, mettendo al centro alla stessa partitura musicale, che prende voce e si racconta, parlando di sé e di un mondo distopico in cui la musica è fuorilegge.

Come portare nuovo pubblico ad apprezzare autori come Schubert, Shostakovic, Britten o Monteverdi? Come raccontare la musica in modo tale che appassioni e che venga compresa anche dai non addetti ai lavori?

Utilizzare un espediente teatrale, come quello del racconto, è una possibilità.

Le Partiture Parlanti” raccontano, attraverso la voce dei musicisti in scena, alcune delle più belle pagine di musica da camera: dalle metamorfosi di Benjamin Britten per oboe solo, allo struggente Quintetto di Franz Schubert, i poco conosciuti duetti di Claudio Monteverdi, le sonate per viola di Shostakovic, ma lo fanno riprendendo l’idea degli uomini-libro di Fahrenheit 451. Qui però sono i musicisti di Orchestra Machiavelli  a diventare partitura, imparandola a memoria per preservarla dall’oblio e dai controlli della polizia nella città distopica di White Noise City, in cui ogni musica è fuori legge.

Un genere affascinante, quello della lezione-concerto, che accomuna i vantaggi della lezione frontale con la freschezza dell’esecuzione dal vivo, che viene qui riletta e interpretata, per arrivare ad una soluzione teatrale originale: è la partitura stessa che si racconta, narrando la sua vita, i pensieri di suo padre (il compositore), il processo che l’ha portata alla luce, ma anche che cosa vede e che cosa sente, a dimostrare che la musica è viva.

Tre appuntamenti la domenica pomeriggio alle 18 (24 e 31 marzo, 14 aprile), nel teatro di Fucina Culturale Machiavelli, l’ex teatro Mazziano rimasto in tutti i cuori dei veronesi per la sua attività di cinema ed ora sede della start-up culturale gestita da cinque giovani under 30.

“Siamo partiti da due intenti di base”, afferma Stefano Soardo, Direttore Artistico, “che poi sono gli stessi di Fucina Culturale Machiavelli: formare nuovo pubblico che sappia ascoltare la musica – qualsiasi musica, al di là delle etichette di genere – e poter portare alla luce preziosi capolavori che rimarrebbero altrimenti inascoltati. L’ambientazione post-apocalittica di White Noise City è una contestualizzazione quasi obbligata: un luogo in cui tutti parlano, ma in cui si perde ciò che ha valore, perché viene sommerso da una spessa coltre di rumore bianco”.

“Volevamo aggiornare il concetto di lezione-concerto” aggiunge Rebecca Saggin “per offrire un prodotto che fosse al tempo stesso accattivante qualitativamente ma che fornisse anche un contesto narrativo di mediazione. Il target della nostra offerta culturale sono infatti i Millennials, spesso dimenticati nelle programmazioni culturali cittadine: divoratori di musica diversissima, che non disdegnano di passare da un concerto di musica pop o rock a proposte più impegnate, ma sempre volendosi divertire”.

Programma, costi e biglietti sul sito di www.fucinaculturalemachiavelli.com. Per info biglietteria@fucinaculturalemachiavelli.com.

Intervista a Drammatico Vegetale

By | Tutti | No Comments

Sono stati recentemente sul palco di Fucina con lo spettacolo Quattro Volte Andersen, impegnati da anni nella diffusione della cultura e dello spettacolo per i più piccoli con produzioni, installazioni, rassegne. Scopriamo un po’ di più il mondo pieno di sogni di Drammatico Vegetale con qualche domanda.

Che cos’è il teatro di figura per voi? 

E’ uno dei linguaggi per raccontare le storie. Importante come tutti gli altri, per noi più frequentato di altri linguaggi.

Che cosa vuol dire fare teatro oggi? E perché avete scelto di rivolgervi in particolare al teatro per bambini e ragazzi?

Fare teatro per noi è riflettere sul senso della vita e offrire uno spazio di socialità ai bambini ed alle famiglie. La scelta di rivolgerci a bambini e ragazzi è maturata tanti anni fa, ed è stata in qualche modo un’evoluzione naturale nel nostro percorso artistico, determinato dal particolare momento storico vissuto nella seconda parte degli anni settanta. In quel periodo la scuola si apriva alla società e questo fatto ha condizionato positivamente le nostre scelte.

Com’è cambiato il pubblico negli anni? Condividiamo ancora lo stesso linguaggio?

 Nel corso degli ultimi trent’anni il mondo è molto cambiato e con esso le relazioni sociali, immerse in un clima politico ed economico sottoposto a repentina evoluzione. Le nuove tecnologie hanno rivoluzionato le modalità di comunicazione con riflessi profondi nelle relazioni fra gli individui ed i gruppi sociali. Il teatro però ha mantenuto e rinnovato negli anni il suo ruolo di luogo di incontro e comunicazione fra le persone, nonostante la “concorrenza” dei nuovi media social. Il linguaggio teatrale, fatto di persone in carne e ossa che si parlano, si guardano e vivono un’esperienza comune in diretta, fa ancora la differenza. Evidentemente l’esperienza virtuale non sostituisce la realtà delle cose che hanno un peso, che respirano, che vivono.

Come sei/siete arrivati al teatro? Cosa vi ha fatto capire che il teatro era la vostra strada?

Al teatro siamo arrivati attraverso l’università, frequentando il Dams di Bologna nei primi anni settanta. Sotto la guida di docenti illuminati come Giuliano Scabia, Giuseppina Volpicelli, Umberto Eco abbiamo cominciato ad affiancare allo studio il fare teatro in prima persona.

Sono i bambini ed i ragazzi stessi che ci hanno fatto capire qual era la nostra strada, con le loro reazioni ai nostri spettacoli ed alle nostre proposte culturali.

Cosa volevi/volevate fare da grande?

Non ricordo di aver voluto fare il pompiere o l’astronauta da piccolo. Ho cercato di trovare un po’ alla volta come tutti un posto ed un senso in questo mondo

Un consiglio, un’idea, una citazione…che possa essere d’ispirazione per il nostro pubblico:

Fare teatro per i bambini per noi non vuol dire insegnare cosa è giusto pensare delle cose della vita. Vuol dire stimolare i bambini a pensare sulle cose della vita.

Foto, foto, foto!!!

By | Tutti | No Comments

Recuperiamo un po’ di arretrati fotografici con una bella carrellata! Ripercorriamo gli ultimi weekend in Fucina, dove abbiamo riflettuto sull’evoluzione dei rapporti nell’era dei social con Ateliersi Teatro e Are We Human, salutato il ritorno a casa di Tobjah, dormito sulla luna con Lunatica di Scarlattine Teatro, visto e ascoltato partiture raccontarsi nei primi due appuntamenti di Le Partiture Parlanti e ci siamo divertiti con le maschere e i racconti di Sulla morte senza esagerare, di Teatro dei Gordi.

In Your Face

Ateliersi Teatro con Are We Human

Venerdì 25 gennaio, con la direzione artistica degli amici di Are We Human, sul palco di Fucina è andata in scena l’innovativa e interessante riflessione sulla contemporaneità nell’era dei social scatenata dallo spettacolo In Your Face, nominato ai premi Ubu 2018 come miglior progetto sonoro.

Ateliersi-in-your-face-gennaio-2019-fucina-machiavelli6

Le Partiture Parlanti

Primo appuntamento
Le metamorfosi di Benjamin Britten e altre nostalgie antiche

Domenica 27 gennaio ha preso il via la serie dedicata alle Partiture Parlanti con Rebecca Saggin all’oboe e Teresa Pallaver al pianoforte che hanno fatto rivivere e raccontarsi la musica di Benjamin Britten.

Tobjah e Le Forti Luci

Casa, finalmente
Festa di fine tour con band e ospiti

Febbraio si è aperto con il concerto-evento di fine tour del veronese Tobjah. Venerdì 1 febbraio sul palco di Fucina il cantautore ha festeggiato con il suo pubblico in compagnia di amici e ospiti, la band Le Forti Luci e i compagni di sempre C+C=Maxigross.

Sulla morte senza esagerare

Teatro dei Gordi
Ideazione e regia di Riccardo Pippa

Risate e sala gremita sabato 2 febbraio per Sulla morte senza esagerare, spettacolo vincitore del primo premio scintille 2015 che ha portato sul palco di Fucina storie di ultimi istanti, di occasioni mancate, di adii, con ironia e leggerezza.

Lunatica

Scarlattine Teatro

Atmosfera sognante in sala domenica 3 febbraio, per la seria La Fucina dei Piccoli, la bimba Lunatica ci ha raccontato del suo sogno di dormire sulla luna e osservare il mondo da lassù.

I shot the albatross

Ensemble Machiavelli
Con Andrea de Manincor

Una serata che profuma di mare (e di rum), sabato 9/2 abbiamo navigato in mari tempestosi con I shot the albatross. L’ensemble dell’Orchestra Machiavelli con Andrea de Manincor hanno rivisitato la poesia di Coleridge e il repertorio delle Sea Shanties, arrrrr!!!

Le Partiture Parlanti

Secondo appuntamento
Schubert, Quintetto in do maggiore D956 op. post. 163

Proseguono gli appuntamenti con la serie di concerti dove i musicisti ribelli di White Noise City diventano memoria di musiche, note, racconti. Domenica 10 febbraio è stato il turno di Schubert, interpretato da Samuele Aceto, Luisa Zin, Lorenzo Boninsegna, Davide Pilastro, Gianluigi Bernardi.

quartetto-machiavelli-death-iron-maiden-fucina

Le foto del weekend! I concerti e gli spettacoli del 18-19-20 gennaio 2019

By | Tutti | No Comments

Altro weekend intenso dalle parti di Fucina: abbiamo iniziato ballando al ritmo della World Music di Elhzo, ci siamo scatenati (ma con garbo) vedendo Schubert e gli Iron Maiden flirtare con la morte in The Death and the Iron Maiden e infine abbiamo sognato con la danza e il teatro di A sbagliare le storie di Alberto Munarin.

Elhzo

Yeuk Yeuk #livemusic

Venerdì 18 gennaio il palco di Fucina si è tinto con le note di colore della World Music e dell’Afro Jazz portate da Elhzo e dalla sua band in un concerto carico di ritmo e di energia!

Elhzo-fucina-machiavelli-verona

The Death and the Iron Maiden

Quartetto Machiavelli

Il triangolo amoroso Schubert – Iron Maiden – Morte interpretato alla grande dal #QuartettoMachiavelli. Tanti i fans (non sappiamo bene di chi dei tre) accorsi in teatro, emozionati dalle note del quartetto d’archi più rock che ci sia.

quartetto-machiavelli-death-iron-maiden-fucina

A sbagliare le storie

Alberto Munarin – Collettivo Room N4
#LaFucinadeiPiccoli

Le favole di Gianni Rodari come filo conduttore di uno spettacolo emozionante e coinvolgente. Danza + teatro + interazioni video + merendona offerta da InLingua = #SoldOut

a-sbagliare-le-storie-munarin-fucina-verona
lord-strings-fucina4

Ancora foto di Dicembre!!

By | Tutti | No Comments

Chiudiamo la carrellata fotografica degli spettacoli di Dicembre un Fucina con alcuni scatti del concerto The Lord of The Strings, degli spettacoli per La Fucina dei Piccoli Cattivini e Il Ponte dei Colori e della proiezione del film Il Vangelo, in collaborazione con Are We Human, Circolo del Cinema e Bridge Film Festival.

The Lord of the Strings

Orchestra Machiavelli

Il 15 dicembre il palco di Fucina è tornato ad essere la “casa” della nostra Orchestra Machiavelli. Per l’occasione i nostri intraprendenti giovani musicisti si sono confrontati con l’immaginario creato da Tolkien e ci hanno traghettato nelle magiche atmosfere delle brughiere inglesi.

lord-strings-fucina4

Il Ponte dei Colori

Attori & Attori – La Fucina dei Piccoli

Una domenica pomeriggio coloratissima per i piccoli spettatori de La Fucina dei Piccoli grazie allo spettacolo Il Ponte dei Colori della compagnia Attori&Attori. La storia di Gigi ci ha fatto viaggiare in un mondo incantato, e la merenda offerta dal nostro partner Inlingua ha allietato ulteriormente il pomeriggio insieme.

ponte-dei-colori-fucina

Vangelo

Un film di Pippo Delbono

Grazie a una super collaborazione con Are We Human, Circolo del Cinema e Bridge Film Festival il 18 dicembre abbiamo avuto il piacere di ospitare Pippo Delbono, che ha aperto in esclusiva la proiezione del suo film Vangelo.

vangelo-fucina4

Fake is the New Real

Fucina Culturale Machiavelli

Il 17 dicembre, all’interno della rassegna Non Solo Shakespeare dedicata agli studenti delle scuole superiori e organizzata dal Teatro Stabile di Verona ,è andato in scena al Cinema Teatro Alcione “Fake is the New Real”, spettacolo di nostra produzione.

fake-fucina-alcione

Cattivini

Kosmocomico Teatro

Per chiudere il 2018 in allegria, il pomeriggio di domenica 23 dicembre ci siamo dati alla monelleria, con il cabaret-concerto per bimbi monelli “Cattivini” di Kosmocomico Teatro. Per tutti i nostri giovani spettatori, sia buonini che cattivini, gli appuntamenti con La Fucina dei Piccoli riprendono dal 20 gennaio con “A sbagliare le storie”.

cattivini-fucina
il-matto-loizzi-fucina

Alcune foto dei weekend di dicembre in Fucina!

By | Tutti | No Comments

Negli ultimi weekend in Fucina è successo di tutto: teatro, concerti, la Fucina dei Piccoli. Ecco la prima parte delle foto degli spettacoli di dicembre, per rivivere insieme quei momenti e chiudere l’anno in bellezza.

IL MATTO 3 – OVVERO IO NON SONO STATO

Massimiliano Loizzi

Sabato 1 dicembre il palco di Fucina Machiavelli è stato calcato dalla verve di Massimiliano Loizzi, con il suo monologo spumeggiante e sfaccettato Il Matto 3. In questo terzo capitolo della sua personale trilogia sull’Italia e sui morti di Stato, Loizzi ha messo in scena un ironico e dissacrante processo, facendo ridere, riflettere e commuovere i numerosi spettatori in sala.

BABAR E IL ROCK’N’ROLL

Fucina Culturale Machiavelli

Il 2 dicembre ha debuttato la nostra nuova produzione teatrale e musicale per bambini: uno spettacolo con un pianista e una vera rock band in scena e un illustratore dal vivo che accompagna la storia dell’elefantino più amato dai bambini.

babar5-fucina

CAVELEON

Giulia Vallisari e Leo Einaudi

Il 7 dicembre, per i venerdì di #livemusic di Fucina, siamo stati abbracciati dalle sonorità morbide e raffinate dei Caveleon, progetto musicale di cui fa parte la veronese Giulia Vallisari, insieme a Leo Einaudi, Federico Cerati e Agostino Ghetti. Durante la serata i Caveleon hanno annunciato che le canzoni suonate saranno inserite in un album di prossima uscita, che non vediamo l’ora di ascoltare.

By | Doppia Esposizione | No Comments

Doppia Esposizione – #Ignavia/dicembre

doppia-esposizione-ignavia

#IGNAVIA

Ad Ignavia, le strade non hanno nomi. Talvolta invece ne hanno più d’uno, scritti su cartelli inchiodati uno sotto l’altro, man mano che le autorità incaricate della toponomastica cambiavano idea. Ad Ignavia alcuni circolano sul lato destro, altri sul sinistro. Qui è possibile avere un paio di mogli e due o tre mariti, dal momento che a Ignavia è sempre possibile non scegliere. Nella città di ignavia non ci sono mai code davanti ai banconi delle gelaterie. Ad Ignavia si tengono ancora le elezioni, ma vengono salutate come una festa folkloristica, un ricordo dei tempi in cui la libertà di non scegliere non era ancora il valore più sacro e inviolabile. Ad Ignavia, chi assiste ad un reato può scegliere di denunciare o meno, nessuno è costretto a fare qualcosa che non si sente di fare. Nella città di Ignavia non ci sono conflitti irrisolti, perché ognuno se li risolve da sé, privatamente. Nessuno può imporre la propria volontà a nessun altro, né i padri ai figli, né i datori di lavoro ai dipendenti, non ci sono schemi, quindi non ci sono devianze: perciò la più bella e sconvolgente conquista di Ignavia è la radiazione della psichiatria dall’albo delle scienze.

Ecco i vostri contenuti!

Confusione, Londra maggio 2017.

Foto di Elisabetta Cunegatti

STAMATTINA SUL LAGHETTO DI FRONTE ALLA STAZIONE DI TRENTO

2018/Racconto breve di Francesco Lavagnoli

 

Stamattina sul laghetto di fronte alla stazione di Trento ho visto dei germani reali.
Galleggiavano a gruppi vicino alle sponde. A breve sarebbe passato qualcuno a gettar loro del pane vecchio.
Mentre me ne stavo a guardarli con le mani in tasca, una femmina del colore della terra è uscita dall’acqua.
Era inseguita da tre maschi, uno di questi era albino. La femmina ha ondeggiato per pochi metri poi si è
stesa sull’erba bagnata. I tre maschi l’hanno subito circondata. Quello che sembrava essere il più deciso, le
è salito sopra e ha cominciato a darsi da fare. Intanto gli altri lo beccavano sul collo verde o gli strappavano
le piume dal petto. Lo infastidirono così tanto che dovette smettere e cominciò a sbattere le ali contro
l’altro germano, quello normale. A quel punto l’albino provò ad approfittarne ma la femmina lo rifiutò. Si
gettò in acqua, alzando piccole onde irregolari. Sono rimasto a guardare i tre maschi che bisticciavano
quando è passata una signora. Mi doveva aver osservato da un po’ perché sorrideva divertita. Ho
bofonchiato qualcosa per giustificarmi, per non fare la figura del guardone. Lei, da dietro gli occhiali, mi ha
lanciato un’occhiata complice, come se avesse capito tutto. Eppure io non ho compreso fino infondo se
stesse ridendo dei germani oppure di me, che stavo ancora lì con le mani in tasca.

MIGRATION QUOTIDIENNE

2017/Poesia di Elisabetta Cunegatti

 

Je traverse un Kandinskij de banlieue
où les fenêtres des HLM sont carrés asymétriques,
pschitt jaunes les fleurs au printemps.
Volets fermés en carrés rouges,
volets ouverts en carrés blancs.
Sur un fond gris et bleu de nuages
façades brodées d'échafaudages
sourient métalliques au soleil.
Ainsi chaque matin mon voyage
dessine une courbe qui glisse sur les rails.

Vuoi contribuire anche tu alla nostra rubrica Doppia Esposizione?

Mandaci all’indirizzo e-mail doppiaesposizione@fucinaculturalemachiavelli.com un racconto breve, una poesia, una foto, un’illustrazione o una ricetta.

Tieni d’occhio le scadenze e i temi di ogni mese, saranno indicati di volta in volta sul nostro sito e sulla nostra pagina facebook.

By | Doppia Esposizione, Tutti | No Comments

Doppia Esposizione – #Alia/novembre

doppia-esposizione-alia

#ALIA

Ad Alia ogni mattina, ti svegli con il suono di una radio. La calda voce di donna matura all’altoparlante, sarà la tua compagna per tutto il giorno, indicandoti cosa devi fare, dove, a che ora, con che cadenza e con chi. Ad Alia è ammesso un solo fenotipo: carnagione chiara, occhi scuri, capelli castani, corporatura media, in salute, età inferiore ai cinquantanni, buddhista, benestante, etero, pacato, gran lavoratore, amante degli animali, conservatore, tifoso di pallacanestro. La prima cosa che farai alla mattina sarà infatti essere accompagnato in speciali centri dove le anomalie e le devianze verranno immediatamente corrette, se possibile: lì i ricci saranno piastrati, i biondi tinti, i grassi messi a dieta, i liberali rieducati, i nervosi bastonati, i malati guariti, i pigri stimolati, i credenti in una qualsiasi delle vecchie inutili religioni abolite saranno amorevolmente convinti dell’inutilità di un dio in un mondo in cui regna l’ordine assoluto e la strada per il nirvana è aperta davanti ai piedi di ogni uomo e di ogni donna.

Ecco i vostri contenuti!

Confini, Belfast 2017.

Foto di Elisabetta Cunegatti

Cieca affinità
2018/Poesia di Emanuele Biscardo
“Ehi! 
Dove sei?”
<<Non mi riconosci?
Sono quello a destra, 
Vicino al signore che guarda!>>
“Ma perchè guardi?”, gli chiesi. 
<<Ma come? 
Non lo vedi?>>
Con vergogna,
Stetti in silenzio.
Il timore di negare l’evidenza,
Mi chiuse gli occhi.
E iniziai a vedere,
Ciò che tutti ciecamente ammiravano.

Vuoi contribuire anche tu alla nostra rubrica Doppia Esposizione?

Mandaci all’indirizzo e-mail doppiaesposizione@fucinaculturalemachiavelli.com un racconto breve, una poesia, una foto, un’illustrazione o una ricetta.

Tieni d’occhio le scadenze e i temi di ogni mese, saranno indicati di volta in volta sul nostro sito e sulla nostra pagina facebook.

By | Doppia Esposizione, Tutti | No Comments

Doppia Esposizione – #Marginaria/ottobre

doppia-esposizione-marginaria

#MARGINARIA

La città che esploriamo ad ottobre è #Marginaria, la città in cui ognuno sta al centro.
Marginaria è uno spazio in cui ognuno è il centro di se stesso e del proprio mondo. Nessuno sta ai margini eppure tutti lo sono rispetto al centro degli altri. Marginaria galleggia sull’acqua, ma nessuno dei suoi cittadini lo sa, perché nessuno ha mai guardato oltre i bordi. Sta su una piattaforma isolata termicamente, sotto una cupola isolata acusticamente. A Marginaria non piove. L’acqua viene incanalata dal cielo attraverso tubi che fungono da depuratori e che arrivano direttamente nelle case delle persone. Così avviene per il cibo. Ognuno è autosufficiente. Ognuno è perfettamente felice e soddisfatto. Il sistema idrico e fognario di Marginaria è improntato alla massima efficienza, e gli scarichi finiscono nel mare, su cui la città galleggia, beatamente, senza sentirne l’odore. Difficile entrare a Marginaria da turisti ma, una volta dentro, il senso di appagamento è tale che non la si vorrebbe mai lasciare. Vieni a farti un giro?

Ecco i vostri contenuti!

Cosa ce ne faremo di tutto questo futuro, New York 2017.

Foto di Elisabetta Cunegatti

Ognuno è un’architettura

2018, Racconto breve di Michele Anelli Monti

 

……………………………………..ogni persona è in sé un’architettura

muri di sentimenti, pensieri, ambizioni,

abitati di persone e mobili immaginari

………………………………………..mentre li attravesto con lo sguardo

vedo nelle loro parole i luoghi, i paesaggi, frammenti di menti.

Che si possono sempre osservare come da finestre senza battenti.

………………………………………….come è diverso l’interno dall’esterno

Tra Pilastri di etica e leggi, com’è fragile l’animo dell’uomo.

Curvo nel chiacchiericcio ipnotico dei ninnoli sulle mensole.

…………………………………………quanti cadranno sotto le intemperie

…………………………………………nella solitudine del tempo che incede?

L’amore graffitato, sopra di un muro rosa di banca, non accende più

la luce, in nessuna casa e niente brilla e niente ha valore se non si vede

E continuiamo a inscatolare, tutto ciò che è importante davvero, per paura di perderlo.

ciao

COMMUTING SOULS

2017, Poesia di Elisabetta Cunegatti

 

I used to look at my life from the outside

hanging in the tube as in silent disco meetings.

Weaving with the train

floating with the others,

it makes such a busy crowd of jellyfishes.

Every Monday morning

it’s an aquarium with no free seats.

 

I looked at my soul from above,

I found it liquid, it looked so thin,

no complaints, pure presence.

 

And you,

would you look at your life from the outside,

would you dare to look it in the eyes?

do you fancy yours and are you proud of it ?

would you mind exchanging for a bit ?

Struttura Cromatica.

Illustrazione di Nicolò Ferrarese

Il confine

2018, racconto breve di Francesco Lavagnoli

Il paese degli animali cresceva nella verde pianura come il grano dorato, lo dividevano dal resto del mondo il grande fiume e la vecchia ferrovia. Per anni, forse secoli addirittura, nessuno si era azzardato né ad attraversare il pigro e sinuoso corso d’acqua né a prendere il vecchio treno che compariva e spariva sferragliando all’orizzonte.

A Gatto ciò non era mai andato giù – Ma si può essere più chiusi di così? – si lamentava col suo amico Cane – Nessuno che abbia mai pensato di abbandonare questa città! – Intanto, aprendo le zampe, indicava le case color panna e innervosito scalciava il selciato alzando un gran polverone.

– Lo sai che i grandi non vogliono che usciamo dai confini del paese. Dicono che, oltre la ferrovia, ci siano animali strani, pericolosi, che potrebbero addirittura rapirci – diceva Cane, con la lingua a penzoloni.

Al solo pensiero di Nutria che ripeteva quella storia a Gatto gli si drizzava il pelo – Eh no, caro mio, a marcire in questo dannato limbo proprio non ci sto! – soffiò queste parole con rabbia e determinazione. Prese un sasso e lo lanciò oltre la linea scintillante dei binari.

Cane guardò la pietra che volava, gli sembrava muoversi a rallentatore. Continuò a fissarla finché non atterrò oltre il confine e si stupì nel sentire la sua coda scodinzolare.

Vuoi contribuire anche tu alla nostra rubrica Doppia Esposizione?

Mandaci all’indirizzo e-mail doppiaesposizione@fucinaculturalemachiavelli.com un racconto breve, una poesia, una foto, un’illustrazione o una ricetta.

Tieni d’occhio le scadenze e i temi di ogni mese, saranno indicati di volta in volta sul nostro sito e sulla nostra pagina facebook.

gonzalo-bergara-Fucina-Verona

Foto degli spettacoli e i concerti del weekend 22-25 novembre in Fucina

By | artisti in fucina, Stagione 18.19, Tutti | No Comments

Ecco alcune foto degli spettacoli del weekend appena concluso nel Teatro di Fucina Culturale Machiavelli.

DJANGO MEETS PIAZZOLLA

Gonzalo Bergara Quartet

Sabato 24 novembre 2018 la sala di Fucina Culturale Machiavelli si è riempita per il concerto del Tour Europeo di Gonzalo Bergara Quintet. Uno spettacolo che ha visto incrociarsi il Gipsy Jazz di Django Reinhardt e il tango di Astor Piazzolla. L’argentino Gonzalo Bergara ha incantato la sala piena insieme al suo quintetto, i bravissimi Andrea Todesco alla chitarra ritmica, Matt Holborn al violino, Pete Thomas al contrabasso e Maximiliano Bergara scatenato al cajon.

Grazie a tutto il pubblico di Verona e delle città limitrofe accorso in via Madonna del Terraglio per questo evento unico e grazie agli artisti per averci tenuti con il fiato sospeso per una serata dal sound internazionale e dall’atmosfera sudamericana ed europea allo stesso tempo. Un concerto che Verona non dimenticherà presto.

gonzalo-sala piena-Fucina-Culturale-.Machiavelli

ISOLA E SOGNA

Ateliersi Teatro, con la direzione artistica di Are We Human

Giovedì 22 novembre l’affermata compagnia Ateliersi, che da anni gira l’Italia con i suoi spettacoli sui più stringenti temi d’attualità, ha portato nel Teatro di Fucina Culturale Machiavelli, l’ex Centro Mazziano a due passi da Ponte Pietra, il suo “Isola e Sogna”, spettacolo teatrale in forma di concerto elettronico sull’isola di Lampedusa e in particolare sulla figura di Giusi Nicolini, Sindaco della città fino al giugno 2017.

Questo spettacolo ha sancito la collaborazione tra due realtà off veronesi, Are We Human e Fucina Culturale Machiavelli, che continueranno a collaborare per altre serate nel corso della stagione teatrale 2018-2019 di Fucina.

Ateliersi-in-fucina

UCCI UCCI di Stivalaccio Teatro

Appuntamento della Fucina dei Piccoli

Domenica 25 novembre la sala teatrale di Fucina si è riempita di piccoli ospiti con le loro famiglie che, numerosissimi, hanno scelto di passare una domenica pomeriggio all’insegna dell’immaginazione e delle storie da raccontare.
I bravissimi attori, regista e tecnici di Stivalaccio Teatro ci hanno trasportato nel mondo delle fiabe grazie a due bimbi che per proprio sconfiggere la paura hanno deciso di raccontarsi e raccontare ai piccoli spettatori in platea alcune storie spaventose… anche se solo in apparenza.

Per altre serate speciali come queste, continuate a seguire la nostra stagione 2018-2019 e La Fucina dei Piccoli!!

A presto!