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Workshop e corsi di Formazione in Fucina Culturale Machiavelli

Quest’anno, all’interno della stagione 2017-2018 di Fucina, abbiamo inserito tre proposte di formazione, legate alle professioni del teatro.

Comunicare la cultura nei nuovi media

Il progetto di maggior respiro è Comunicare la cultura nei nuovi media, un laboratorio di critica teatrale e di scrittura con il patrocinio dell’Università di Verona e la preziosa collaborazione della professoressa Simona Brunetti, e con la partecipazione di professionisti delle più importanti testate online e offline.

Workshop per attori

Ci sono poi due workshop con alcuni degli artisti ospiti durante la stagione, un Workshop per attori, tenuto dagli attori e autori di Generazione Disagio, che proporranno un lavoro sulla recitazione ma anche sulla drammaturgia. Filo conduttore l’approfondimento delle tematiche su cui è nato il loro primo spettacolo, Dopodiché stasera mi butto.

Workshop per danzatori

A fine febbraio ospitiamo un Workshop per danzatori, tenuto dai professionisti del teatro danza di Muzo Dance Theatre Company, Matteo Zonca e Giulia Roversi, compagnia giovane ma già affermata nata a Verona e che si sta affermando in tutta Italia, e non solo.

corso di scrittura e critica teatrale

con il patrocinio di

Comunicare la cultura nei nuovi media

Laboratorio di critica teatrale

titolare: Fucina Culturale Machiavelli e Università degli Studi di Verona

Responsabile organizzativa: Sara Ricci – per iscrizioni scrivere qui.

Referente corso: Sara Meneghetti.

Il corso ha ottenuto l’accreditamento di 2 CFU (crediti formativi universitari) da parte dei corsi di laurea Lingue, Beni Culturali, Lettere e Scienze della Comunicazione.

dal 23 novembre 2017 al 26 aprile 2018

Il corso si compone di tre moduli: uno introduttivo di carattere teorico tenuto dai docenti universitari, uno laboratoriale, dedicato alla visione di lavori teatrali e ad esercitazioni pratiche di scrittura, e un terzo dedicato ai linguaggi dei nuovi media (con focus su storytelling, creazione di un blog e creazione di community online).

Il laboratorio comunicare la Cultura nei nuovi Media si rivolge a chiunque sia interessato ad approfondire la comunicazione e la scrittura critica legata alla cultura, con attenzione particolare ai nuovi media, e a tutti gli spettatori che vogliono avere qualche chiave di lettura in più quando si accostano ad uno spettacolo teatrale. E’ un laboratorio che apre molti orizzonti, senza pretendere di essere esaustivo, ma con due punti di forza che a nostro avviso sono preziosi: il primo è l’incontro con professionisti del settore (Krapp’s last post, Teatro e Critica, Doppiozero, Fahreneit di Radio 3 solo per citarne alcuni) che con la cultura ci mangiano, eccome; il secondo è la possibilità di provarsi in prima persona: entrare a teatro, imparare a guardare, scrivere, farsi leggere, e “rubare” qualche strumento del mestiere per farlo proprio anche nella vita.
Sara Meneghetti

PROGRAMMA

MODULO 1 – La critica e il teatro oggi

23 Novembre 2017
7 dicembre 2017
ore 14.00 – 16.30
Prof.ssa Brunetti, Università di Verona
Metodologie della critica teatrale
All’inizio del corso, verrà consegnata una bibliografa introduttiva di riferimento.
Elementi di teoria della drammaturgia e regia contemporanea.

20 dicembre 2017
ore 16.30 – 18.30
Prof. Massimo Marino, Redazione di Doppiozero
Elementi di critica teatrale
L’incontro presenterà, in circa due ore, le principali questioni attraversate dalla critica teatrale nel Novecento e nei primi anni Duemila. Si parlerà di critica in relazione al testo drammatico, di critica in relazione al teatro di regia, di critica e Nuovo Teatro, basato sulle scritture sceniche, di critica nell’epoca di post-drammatico. Si leggeranno esempi di critiche storiche di diversi periodi.
Si tratteranno la crisi della critica tradizionale sui quotidiani e i nuovi orizzonti della critica online.

MODULO 2 – Guardare ed ascoltare

17 gennaio 2018
ore 14.30 – 18.30
Rita Borga, Redazione di Krapp’s Last Post
La critica dialogica: l’approccio maieutico attraverso il metodo Lerman. “Una critica che non vuole o non può essere né oggettiva né soggettiva, deve recuperare o rilanciare la propria natura discorsiva, integrando verticalità e orizzontalità, processi di mediazione e contesti partecipativi”. Che cosa rende una critica costruttiva e utile sia per l’artista che per il lettore? Una volta pubblicato, che prospettive dialogiche può lasciare un articolo critico?
Utilizzando il metodo Lerman (Critical response process), che prevede alcune regole base, si intende condurre il gruppo alla formulazione di opinioni critiche e punti di vista in assenza di pregiudizi e convenzioni, bypassando la pura critica “emozionale”, e mettendo in gioco anche ciò che sembra di poca importanza e ovvio, allo scopo di aprire la scrittura critica al dialogo e al confronto non solo con il lettore, ma anche con l’artista coinvolto e il processo creativo in atto. E’ necessaria la visione di uno spettacolo prima dell’incontro. L’incontro prevede sia momenti di scrittura che di confronto dialettico. Se fosse possibile, sarebbe utile l’incontro/confronto con l’artista durante l’ultima ora di lezione.

31 gennaio 2018
ore 14.30 – 18.30
Sara Meneghetti, Direttore Artistico di Fucina Culturale Machiavelli
Lettura di alcune scene da Lo Zoo di Vetro ed elementi di regia.

14 febbraio 2018
ore 14.30 – 18.30
Lucia Medri, Redazione di Teatro e critica
Dalla visione critica alla pratica della scrittura, fno ad arrivare all’analisi di come le modalità redazionali siano mutate adattandosi al web writing. In questi momenti di approfondimento si seguiranno tutte le fasi dedicate all’attività dello “spettatore critico”: la visione dello spettacolo, la conseguente elaborazione di un lessico specifco dedicato all’analisi dell’evento performativo, la strutturazione di un potenziale articolo equilibrato tanto sull’aspetto cronachistico che sul giudizio e la sua fruibilità online, approfondita attraverso questioni inerenti l’indicizzazione, le parole chiave, le tag, la condivisione social.

MODULO 3 – Scrivere per il web

14 marzo 2018
ore 14 – 18
Simone Pacini, Fatti di Teatro
Attivo come social media manager, blogger e storyteller, ha incentrato la sua ricerca sulla comunicazione attraverso il web e i canali social. Raccontare gli eventi culturali attraverso i social media può essere un ottimo strumento di auto-promozione per tutte quelle realtà culturali che non hanno risorse per attuare politiche di Social media marketing, ma che attraverso un racconto empatico possono coinvolgere e ampliare sempre di più la loro community di riferimento. Il racconto sui social diventa anche un mezzo per creare un rapporto speciale fra nuovi spettatori e imprese culturali (audience development, audience engagement).

28 marzo 2018
ore 14 – 18
Graziano Graziani, Minima et moralia, Fahrenheit di Radio 3
Scrittore e critico teatrale, ha al suo attivo, tra le altre, collaborazioni con Rai Radio 3 e Rai 5. Propone un percorso incentrato sulla scrittura per la radio, con approfondimento sulla specifcità del mezzo e delle tecniche necessarie. Dalle tipologie di format radiofonici sulla cultura (intervista, lettura commentata, dibattito, approfondimento…), all’analisi di un lavoro concordato e scrittura di un canovaccio per uno di questi format con eventuale simulazione pratica davanti alla classe.
Esercitazione e analisi delle principali regole della radio (organizzazione dei contenuti – come sapersi muovere all’interno di diversi blocchi nel corso di una diretta – formulazione delle frasi, respiro, ritmo, accordare il proprio tono e linguaggio all’interlocutore).

11 aprile 2018
18 aprile 2018
ore 14.30 – 18.30
La redazione di Salmon Magazine
“La comunicazione, ai tempi d’oggi, è cambiata totalmente rispetto a qualche anno. La diffusione capillare di internet, la connettività anche su Mobile, la banda larga e i social network hanno rivoluzionato il modo di “farsi conoscere” e, soprattutto, hanno reso l’utente sempre più critico e informato.
Un utilizzo intelligente degli strumenti contemporanei, abbinata ad una buona pianificazione, può risultare veramente efficace per chi, come ci si può aspettare da chi agisce in ambito culturale, ha tanti contenuti di spessore da diffondere. E la comunicazione, sempre più, diventa informazione e i devices tecnologici sono “comodities” al servizio di un approccio professionale e appassionato.”

Alcune delle date sopra riportate potrebbero subire variazioni che saranno comunicate con l’inizio del corso.

generazione disagio
corso per attori - karmafulminien

Workshop per attori

titolare: Generazione Disagio

www.generazionedisagio.com

15-17 gennaio 2018
ore 14.00-19.00

I partecipanti sperimenteranno alcuni esercizi di training d’attore, d’improvvisazione e si cimenteranno nella scrittura di materiali drammaturgici sul tema dei “disagi generazionali” (dipendenze, fastidi, diversità, timidezze, pigrizia…). I partecipanti affronteranno le tematiche in maniera creativa e personale e lavoreranno con gli attori-autori e il regista di Generazione Disagio mettendosi in gioco in prima persona. Il laboratorio sarà uno spazio di riflessione e di ricerca, un momento per confrontarsi e lavorare in gruppo sul nostro quotidiano, accettando e mettendo in gioco punti di vista diversi, anche strani e assurdi, per relazionarsi esprimendosi in modo libero, attraverso il linguaggio delle pratiche sceniche e il potere rivelatorio della risata, dell’ironia e del paradosso; un’occasione per riflettere sui nostri “disagi”, sulla nostra società, per poter leggere meglio il nostro presente.

Il nostro gruppo, Generazione Disagio, nasce con lo spettacolo “Dopodiché – Stasera mi butto”: quattro fieri disagiati conducono una serata a metà tra un meeting e un seminario di crescita personale dove, attraverso pratiche di distrazione, disaffezione e disinteresse, insegnano ai gentili astanti a farsi portatori del disagiopensiero, ad accettare il proprio malessere e se possibile ad aumentarlo, coltivando coscientemente cattive abitudini e dipendenze.
Insomma, si ride di come siamo bravi a scavarci la fossa da soli, giorno per giorno.
E così vorremmo fare nei giorni di laboratorio proposto: ridere insieme, in presenza, della nostra inerzia iperattiva, del confortevole precariato, della condivisione in solitaria e della nostra pubblica intimità.

Obiettivi formativi

L’obiettivo dei nostri laboratori si sviluppa su due fronti: il primo, più vicino alle pratiche teatrali, si concretizza nell’acquisizione, da parte dei partecipanti, di elementi propedeutici alla pratica scenica. Il secondo punta a far vivere ai partecipanti un’esperienza di reale condivisione e scambio, un confronto che serva da stimolo per continuare poi questa riflessione nei propri “luoghi” di vita (in famiglia, tra gli amici, a lavoro, nei gruppi culturali) e in altre esperienze di incontro e riflessione collettiva.

Il laboratorio si articola attraverso tre modalità: il lavoro sulla tecnica recitativa e sul training d’attore, il lavoro di brainstorming, il lavoro di scrittura drammaturgica.

ARTICOLAZIONE dei CONTENUTI PER IL LAVORO SULLA TECNICA

1. Coscienza di se stessi (ho un corpo che devo usare in maniera diversa dalla quotidianità), della propria presenza nello spazio (mi trovo in uno spazio scenico e devo avere una presenza forte e riconoscibile) e del rapporto con l’altro (devo essere in grado di stabilire una relazione con i miei compagni di scena), attraverso esercizi psico-fisici di ascolto e attenzione individuale e di gruppo.
2. Esplorazione dei propri strumenti espressivi (corpo e voce).
3. Esercizi di drammaturgia del corpo.

LAVORO DRAMMATURGICO

1. Brainstorming sulle tematiche del laboratorio e della compagnia.
2. Scrittura individuale o di gruppo sulle tematiche scelte.
3. Costruzione e prova di un testo drammaturgico corale.

Curriculum della compagnia

GENERAZIONE DISAGIO nasce come collettivo artistico che ha l’esigenza di dare voce a tematiche di una generazione di mezzo altrimenti non rappresentata.
Il collettivo produce monologhi, performance urbane e teatrali, video, installazioni, spettacoli e laboratori teatrali.
GENERAZIONE DISAGIO non è una compagnia teatrale fissa, ma un luogo di incontro di diversi artisti che convergono per lavorare assieme su tematiche condivise che cambiano da progetto a progetto.
GENERAZIONE DISAGIO è un collettivo artistico che si avvale anche della collaborazione di altri artisti a seconda dei progetti. (Disegnatori, Artigiani, Dramaturg, Registi, Musicisti, Video-Maker).

mUZO DANCE THEATRE COMPANY

Workshop per danzatori

titolare: Muzo Dance Theatre Company

www.muzodancetheatre.it

24-25 febbraio 2018

Il workshop proposto si rivolge a danzatori con esperienza, affrontando un percorso finalizzato
all’apprendimento e sviluppo, attraverso lo studio della composizione del Teatro Danza. La ricerca individuale e collettiva di un proprio metodo espressivo e comunicativo indirizzato e contaminato da diverse discipline.
Durante il workshop saranno realizzate sessioni fotografiche/video improntate alla pratica.
Nel corso delle lezioni verranno create coreografie anche per eventuali presentazioni, performance, concorsi.


Per come viviamo il Teatro Danza, lo studio si divide in “Capitoli”. Come un libro. I Capitoli scandiscono un percorso, una crescita. Ogni Capitolo affonda le radici in quello precedente traendone nutrimento per il saldo sviluppo. La costruzione di ogni paragrafo dipende da un processo di elaborazione. Diviene quindi fondamentale una stesura del testo che faccia fede al pregresso e che richiami, anche nell’ultimo Capitolo, gli avvenimenti del primo. Si innesca una lettura dinamica ed attenta alla punteggiatura. Una lettura silenziosa. Una lettura bisbigliata. Una lettura ad alta voce. Ancora, una lettura dalle diverse intonazioni.

Matteo Zonca e Giulia Roversi

I TRE VOLUMI

Il danzatore diviene interprete

Non più esecutore.
L’interpretazione scava nella sfera introversa del danzatore. La sua tecnica e conoscenza dovranno affrontare dunque emotività e sensazione. La ricerca sconfina dal solo movimento. La ricerca sconfina nella sperimentazione. Gli strumenti dello spazio e del tempo occupati, invasi, lasciati. Il danzatore diviene interprete, non più una riflessione, uno specchio di sequenze. La dimensione del suo corpo crea delle relazioni indissolubili, il suo respiro ed il suo strumento sonoro primo, la voce, completano il quadro di cause ed effetti.
L’improvvisazione seppur governata alla tecnica, non ne sarà più strettamente legata. Per meglio dire, si infittiscono i legami con nuovi elementi. L’uso della voce nella forma primitiva di suono e nella costruzione data dalla parola, il movimento che sostituisce la parola e viceversa. Subentrano nuovi elementi di movimento affacciati a diverse discipline teatrali.
Il concetto diventa quindi esprimibile e comunicativo attraverso una rielaborazione.
Il danzatore diviene interprete. Non esegue, è.

Regole di libertà

L’assoluta libertà si raggiunge grazie alle regole. Diventa necessario avere delle regole per poter ampliare la propria libertà, in questo caso, di espressione e comunicazione. Guardando alle regole come fossero delle picche da arrampicata, abbiamo gli strumenti per proseguire nella nostra scalata. Differiscono dalle imposizioni, dandoci in realtà molto spazio d’azione, permettendoci uno sviluppo più ampio. Ci danno la libertà di adoperarle in svariate combinazioni. Ecco dunque che le regole del movimento, della danza, del teatro, del suono e della drammaturgia, conferiscono all’interprete appoggi sicuri. La creazione di un proprio
sistema, compatibile ad un flusso generato da più sistemi. Interprete con lo spazio ed il tempo. Interprete con interprete. Lo studio è fortemente indirizzato a diverse regole per strutturare un sistema espressivo e di comunicazione dell’interprete che avrà modo, di rielaborarle traendone funzionalità.

Magnetismo

Considerando i poli semplicemente come opposti, eliminata la semplice connotazione di positivo e negativo, creano attrazione. Ben diversa da una reciproca incoerenza, i diversi poli, creano una struttura stabile sulla quale è possibile agire grazie alle forze che si sviluppano. Non solo attrazione. La sistematica disposizione dei diversi poli può arrivare a generare un moto perpetuo. Un movimento infinito. Chiamiamo dunque poli, i percorsi, le regole studiate. La coreutica si definisce in questo ambiente. La coreografia assume quindi la sua forma in un magnetismo determinato dalla forza dei poli. Dal concetto proposto ad un’identità finita.

WORKSHOP PER ATTORI

130

15-17 gennaio
  • titolare GENERAZIONE DISAGIO
  • orario 14.00-19.00
  • tecniche di recitazione
  • lavoro drammaturgico per attori
  • creazione di un lavoro finale corale (possibile restituzione finale venerdì 19 sera)
  • min 12 max 20 partecipanti
Acquista

WORKSHOP PER DANZATORI

130

24-24 febbraio
  • titolare MUZO DANCE THEATRE COMPANY
  • rivolto a danzatori con esperienza
  • il corso approfondisce la composizione
    del Teatro Danza.
  • min 8 max 20 partecipanti
Acquista

COMUNICARE LA CULTURA NEI NUOVI MEDIA

200

da novembre ad aprile
  • titolare FUCINA CULTURALE MACHIAVELLI – Sara Meneghetti
  • titolare UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI VERONA – Prof.ssa Simona Brunetti
  • corso laboratoriale con esercitazioni di scrittura
  • incontri a cadenza bisettimanale, orario indicativo 14.30-18.30
  • il corso a costo intero include l’abbonamento alla stagione #PaesaggiUmani di Fucina
  • per gli studenti il costo speciale è di € 30 e comprende alcuni spettacoli della stagione #PaesaggiUmani di Fucina
Acquista

Come posso iscrivermi?

Puoi iscriverti scrivendo una mail a biglietteria.fcm@gmail.com e indicando nell’oggetto il corso a cui sei interessato e nel corpo il tuo nome e i tuoi contatti. Ti risponderemo con tutte le informazioni tecniche!

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