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Stabat Mater di Pergolesi

Domenica 10 aprile alle 17 nella chiesa di San Luca Evangelista a Verona ci sarà un concerto speciale di Fucina Harmonica a ingresso libero, in cui raccoglieremo fondi a sostegno del popolo ucraino.

Ensemble de La Fucina Harmonica
Gaia Varo, Alice dalla Pozza violini
Stefano Soardo viola
Afra Mannucci violoncello
Enrico Bissolo basso continuo
Sara Ricci, Nina Cuk voci

Non è necessario prenotare, per accedere al concerto è richiesto il greenpass 

Introduzione al concerto

Lo Stabat Mater di Giovanni Battista Pergolesi è forse una delle composizioni sacre più celebri della storia della musica. Commissionato da una confraternita laica napoletana nel 1734, eseguito per la prima volta nel 1736, in quell’anno completato di gran fretta dal compositore appena ventiseienne, affetto da tubercolosi e prossimo alla fine. Pergolesi morirà il 10 marzo di quell’anno, senza assistere perciò alla prima esecuzione del brano che ne assicurerà il genio nei secoli.

Tanto lo Stabat fu da subito composizione celebre ed apprezzata lo testimonia il fatto che a pochissimi anni dalla composizione J.S. Bach ne realizzerà una versione con testo in tedesco trascrivendo con poche modifiche la musica di Pergolesi.

Il testo è quello della sequenza quaresimale tradizionalmente attribuita a Jacopone da Todi.

La composizione pergolesiana, con un organico ristretto e dalla cantabilità che ne esalta il pathos (archi e continuo), vede un alternarsi di duetti e soli tra le due voci (soprano e mezzosoprano).

Stat mater

Purtroppo in tempo presente indicativo (non stabat, imperfetto), perché l’immagine di una mamma affranta non ha smesso per un secondo di attraversare i secoli. Stat mater, a 2.000 anni da quel supplizio che ha visto Gesù di Nazareth giovane, nel pieno delle forze, perdere la vita in maniera violenta a causa del desiderio di potere degli uomini; anche oggi, in Ucraina (e negli altri 58 teatri di guerra aperti oggi, nel 2022) coloro che della vita sono fonte, si trovano a piangere per la vita messa a repentaglio con una leggerezza sconcertante, su un piatto di bilancia in cui brama di denaro e di potere sembrano essere sempre pesi massimi e inesorabili.

Quis est homo qui non fleret, quale uomo non piangerebbe, al vedere. E nella bulimia di immagini cui siamo così freddamente abituati, è proprio il suono, la Musica, l’emozione che vibra diventando empatia, che ci ricorda oggi di essere Umani.

Stefano Soardo

Teatro ex Centro Mazziano - Via Madonna del Terraglio 10, Verona