Category

Tutti

By | Doppia Esposizione, Tutti | No Comments

Doppia Esposizione – #Alia/novembre

doppia-esposizione-alia

#ALIA

Ad Alia ogni mattina, ti svegli con il suono di una radio. La calda voce di donna matura all’altoparlante, sarà la tua compagna per tutto il giorno, indicandoti cosa devi fare, dove, a che ora, con che cadenza e con chi. Ad Alia è ammesso un solo fenotipo: carnagione chiara, occhi scuri, capelli castani, corporatura media, in salute, età inferiore ai cinquantanni, buddhista, benestante, etero, pacato, gran lavoratore, amante degli animali, conservatore, tifoso di pallacanestro. La prima cosa che farai alla mattina sarà infatti essere accompagnato in speciali centri dove le anomalie e le devianze verranno immediatamente corrette, se possibile: lì i ricci saranno piastrati, i biondi tinti, i grassi messi a dieta, i liberali rieducati, i nervosi bastonati, i malati guariti, i pigri stimolati, i credenti in una qualsiasi delle vecchie inutili religioni abolite saranno amorevolmente convinti dell’inutilità di un dio in un mondo in cui regna l’ordine assoluto e la strada per il nirvana è aperta davanti ai piedi di ogni uomo e di ogni donna.

Ecco i vostri contenuti!

Confini, Belfast 2017.

Foto di Elisabetta Cunegatti

Cieca affinità
2018/Poesia di Emanuele Biscardo
“Ehi! 
Dove sei?”
<<Non mi riconosci?
Sono quello a destra, 
Vicino al signore che guarda!>>
“Ma perchè guardi?”, gli chiesi. 
<<Ma come? 
Non lo vedi?>>
Con vergogna,
Stetti in silenzio.
Il timore di negare l’evidenza,
Mi chiuse gli occhi.
E iniziai a vedere,
Ciò che tutti ciecamente ammiravano.

Vuoi contribuire anche tu alla nostra rubrica Doppia Esposizione?

Mandaci all’indirizzo e-mail doppiaesposizione@fucinaculturalemachiavelli.com un racconto breve, una poesia, una foto, un’illustrazione o una ricetta.

Tieni d’occhio le scadenze e i temi di ogni mese, saranno indicati di volta in volta sul nostro sito e sulla nostra pagina facebook.

By | Doppia Esposizione, Tutti | No Comments

Doppia Esposizione – #Marginaria/ottobre

doppia-esposizione-marginaria

#MARGINARIA

La città che esploriamo ad ottobre è #Marginaria, la città in cui ognuno sta al centro.
Marginaria è uno spazio in cui ognuno è il centro di se stesso e del proprio mondo. Nessuno sta ai margini eppure tutti lo sono rispetto al centro degli altri. Marginaria galleggia sull’acqua, ma nessuno dei suoi cittadini lo sa, perché nessuno ha mai guardato oltre i bordi. Sta su una piattaforma isolata termicamente, sotto una cupola isolata acusticamente. A Marginaria non piove. L’acqua viene incanalata dal cielo attraverso tubi che fungono da depuratori e che arrivano direttamente nelle case delle persone. Così avviene per il cibo. Ognuno è autosufficiente. Ognuno è perfettamente felice e soddisfatto. Il sistema idrico e fognario di Marginaria è improntato alla massima efficienza, e gli scarichi finiscono nel mare, su cui la città galleggia, beatamente, senza sentirne l’odore. Difficile entrare a Marginaria da turisti ma, una volta dentro, il senso di appagamento è tale che non la si vorrebbe mai lasciare. Vieni a farti un giro?

Ecco i vostri contenuti!

Cosa ce ne faremo di tutto questo futuro, New York 2017.

Foto di Elisabetta Cunegatti

Ognuno è un’architettura

2018, Racconto breve di Michele Anelli Monti

 

……………………………………..ogni persona è in sé un’architettura

muri di sentimenti, pensieri, ambizioni,

abitati di persone e mobili immaginari

………………………………………..mentre li attravesto con lo sguardo

vedo nelle loro parole i luoghi, i paesaggi, frammenti di menti.

Che si possono sempre osservare come da finestre senza battenti.

………………………………………….come è diverso l’interno dall’esterno

Tra Pilastri di etica e leggi, com’è fragile l’animo dell’uomo.

Curvo nel chiacchiericcio ipnotico dei ninnoli sulle mensole.

…………………………………………quanti cadranno sotto le intemperie

…………………………………………nella solitudine del tempo che incede?

L’amore graffitato, sopra di un muro rosa di banca, non accende più

la luce, in nessuna casa e niente brilla e niente ha valore se non si vede

E continuiamo a inscatolare, tutto ciò che è importante davvero, per paura di perderlo.

ciao

COMMUTING SOULS

2017, Poesia di Elisabetta Cunegatti

 

I used to look at my life from the outside

hanging in the tube as in silent disco meetings.

Weaving with the train

floating with the others,

it makes such a busy crowd of jellyfishes.

Every Monday morning

it’s an aquarium with no free seats.

 

I looked at my soul from above,

I found it liquid, it looked so thin,

no complaints, pure presence.

 

And you,

would you look at your life from the outside,

would you dare to look it in the eyes?

do you fancy yours and are you proud of it ?

would you mind exchanging for a bit ?

Struttura Cromatica.

Illustrazione di Nicolò Ferrarese

Il confine

2018, racconto breve di Francesco Lavagnoli

Il paese degli animali cresceva nella verde pianura come il grano dorato, lo dividevano dal resto del mondo il grande fiume e la vecchia ferrovia. Per anni, forse secoli addirittura, nessuno si era azzardato né ad attraversare il pigro e sinuoso corso d’acqua né a prendere il vecchio treno che compariva e spariva sferragliando all’orizzonte.

A Gatto ciò non era mai andato giù – Ma si può essere più chiusi di così? – si lamentava col suo amico Cane – Nessuno che abbia mai pensato di abbandonare questa città! – Intanto, aprendo le zampe, indicava le case color panna e innervosito scalciava il selciato alzando un gran polverone.

– Lo sai che i grandi non vogliono che usciamo dai confini del paese. Dicono che, oltre la ferrovia, ci siano animali strani, pericolosi, che potrebbero addirittura rapirci – diceva Cane, con la lingua a penzoloni.

Al solo pensiero di Nutria che ripeteva quella storia a Gatto gli si drizzava il pelo – Eh no, caro mio, a marcire in questo dannato limbo proprio non ci sto! – soffiò queste parole con rabbia e determinazione. Prese un sasso e lo lanciò oltre la linea scintillante dei binari.

Cane guardò la pietra che volava, gli sembrava muoversi a rallentatore. Continuò a fissarla finché non atterrò oltre il confine e si stupì nel sentire la sua coda scodinzolare.

Vuoi contribuire anche tu alla nostra rubrica Doppia Esposizione?

Mandaci all’indirizzo e-mail doppiaesposizione@fucinaculturalemachiavelli.com un racconto breve, una poesia, una foto, un’illustrazione o una ricetta.

Tieni d’occhio le scadenze e i temi di ogni mese, saranno indicati di volta in volta sul nostro sito e sulla nostra pagina facebook.

gonzalo-bergara-Fucina-Verona

Foto degli spettacoli e i concerti del weekend 22-25 novembre in Fucina

By | artisti in fucina, Stagione 18.19, Tutti | No Comments

Ecco alcune foto degli spettacoli del weekend appena concluso nel Teatro di Fucina Culturale Machiavelli.

DJANGO MEETS PIAZZOLLA

Gonzalo Bergara Quartet

Sabato 24 novembre 2018 la sala di Fucina Culturale Machiavelli si è riempita per il concerto del Tour Europeo di Gonzalo Bergara Quintet. Uno spettacolo che ha visto incrociarsi il Gipsy Jazz di Django Reinhardt e il tango di Astor Piazzolla. L’argentino Gonzalo Bergara ha incantato la sala piena insieme al suo quintetto, i bravissimi Andrea Todesco alla chitarra ritmica, Matt Holborn al violino, Pete Thomas al contrabasso e Maximiliano Bergara scatenato al cajon.

Grazie a tutto il pubblico di Verona e delle città limitrofe accorso in via Madonna del Terraglio per questo evento unico e grazie agli artisti per averci tenuti con il fiato sospeso per una serata dal sound internazionale e dall’atmosfera sudamericana ed europea allo stesso tempo. Un concerto che Verona non dimenticherà presto.

gonzalo-sala piena-Fucina-Culturale-.Machiavelli

ISOLA E SOGNA

Ateliersi Teatro, con la direzione artistica di Are We Human

Giovedì 22 novembre l’affermata compagnia Ateliersi, che da anni gira l’Italia con i suoi spettacoli sui più stringenti temi d’attualità, ha portato nel Teatro di Fucina Culturale Machiavelli, l’ex Centro Mazziano a due passi da Ponte Pietra, il suo “Isola e Sogna”, spettacolo teatrale in forma di concerto elettronico sull’isola di Lampedusa e in particolare sulla figura di Giusi Nicolini, Sindaco della città fino al giugno 2017.

Questo spettacolo ha sancito la collaborazione tra due realtà off veronesi, Are We Human e Fucina Culturale Machiavelli, che continueranno a collaborare per altre serate nel corso della stagione teatrale 2018-2019 di Fucina.

Ateliersi-in-fucina

UCCI UCCI di Stivalaccio Teatro

Appuntamento della Fucina dei Piccoli

Domenica 25 novembre la sala teatrale di Fucina si è riempita di piccoli ospiti con le loro famiglie che, numerosissimi, hanno scelto di passare una domenica pomeriggio all’insegna dell’immaginazione e delle storie da raccontare.
I bravissimi attori, regista e tecnici di Stivalaccio Teatro ci hanno trasportato nel mondo delle fiabe grazie a due bimbi che per proprio sconfiggere la paura hanno deciso di raccontarsi e raccontare ai piccoli spettatori in platea alcune storie spaventose… anche se solo in apparenza.

Per altre serate speciali come queste, continuate a seguire la nostra stagione 2018-2019 e La Fucina dei Piccoli!!

A presto!

La stagione 2017-2018: relazione e obiettivi raggiunti

By | Tutti | No Comments

Parliamo della stagione 2017-2018 di Fucina. Abbiamo già condiviso questi dati con i nostri sostenitori e partner ma abbiamo pensato che sarebbero stati interessanti anche per voi, che in fondo siete i nostri sostenitori numero uno!

Ecco alcuni numeri e obiettivi raggiunti nel corso della terza stagione di Fucina Culturale Machiavelli, la stagione 2017-2018 #DoveNonSiamoMaiStati

 

Scarica la relazione di fine stagione 2017-2018

 

#DoveNonSiamoMaiStati è stato il claim della stagione, ma anche una dichiarazione di intenti: quello di esplorare contaminazioni musicali, scoprire nuove realtà, sul territorio veronese e nazionale, aprirsi a nuove collaborazioni e confermare una direzione già intrapresa negli anni scorsi.

I numeri della stagione e il lavoro sul territorio:

34 APPUNTAMENTI
1 RASSEGNA PER BAMBINI
120 PROFESSIONISTI DI VERONA
3 WORKSHOP (DI CUI UNO IN COLLABORAZIONE CON UNIVR)
395 GIORNATE LAVORATIVE REGOLARMENTE RETRIBUITE
7 PRODUZIONI IN PRIMA ASSOLUTA

Le novità

Con ben 26 appuntamenti di teatro e musica, nella stagione 2017-2018 Fucina Culturale Machiavelli si conferma come incubatore di idee e vera e propria fucina di talenti oltre che motore sociale: 120 professionisti regolarmente assunti, per un totale di 395 giornate lavorative spese sul territorio veronese.

Grande successo hanno avuto le due principali rassegne di teatro #PaesaggiUmani e di musica #PaesaggiSonori che ha avuto come protagonista l’Orchestra Machiavelli, impegnata in produzioni che hanno spaziato dalla musica classica, unita alla letteratura, a generi musicali di strada come il beatboxing di Andrea Cimitan aka NME. Inoltre per la prima volta l’orchestra si è confrontata con un’opera, Il Telefono di Menotti.

Fucina ha aperto le porte ai bambini!

Una delle novità di quest’anno è stata la rassegna di teatro per bambini e ragazzi La fucina dei Piccoli. Con la direzione artistica dell’associazione veronese Caesura Teatro, ha portato in scena, in cinque appuntamenti, storie classiche e inedite, fiabe rivisitate e spettacoli teatrali su misura di bambini e ragazzi, che ha riscosso un grande successo di pubblico anche per la particolarità della commistione tra teatro e musica dal vivo. Un’altra collaborazione è stata con Ippogrifo Produzioni, gli ideatori di OperaForte, che hanno curato la direzione artistica della rassegna di cinema #PaesaggiVisivi, elaborando una selezione di film cool&cult per una versione invernale di OperaForte in Fucina.

L’ultima novità di quest’anno è stata la formazione: una proposta di workshop e laboratori con la collaborazione di varie realtà. Un workshop per attori con i ragazzi di Generazione Disagio, e un workshop di danza contemporanea, tenuto dalla compagnia veronese MuZo Dance Theatre. La novità di più ampio respiro è stata però il laboratorio di critica teatrale “Comunicare la cultura nei nuovi media”, che ha avviato un’importante collaborazione con l’Università di Verona e ha visto la partecipazione di docenti delle principali testate nazionali dedicate al teatro: Teatro e Critica, Krapp’s Last Post, Doppiozero, fattiditeatro, Radio3.

E il pubblico di Verona?

+4000 SPETTATORI TOTALI
+2500 SPETTATORI SOLO NELLA NOSTRA SEDE
7 SPETTACOLI SOLD OUT

Quest’anno inoltre Fucina Culturale Machiavelli è inoltre entrata a far parte della rete teatrale Mind The Gap, cui fa capo la scuola di teatro Paolo Grassi di Milano, ed è diventata partner di Torino Fringe Festival. Oltre a questo la stagione 17.18 ha reso possibile attorno al teatro di Fucina la nascita di nuove reti sul territorio di Verona. Di seguito alcuni nomi di Associazioni teatrali e non solo di Verona che hanno curato con noi la direzione artistica di progetti realizzati in Fucina, o sono state ospiti con produzioni proprie: Caesura Teatro, Ippogrifo produzioni, Mitmacher Teatro, Bam Bam Teatro, Attori & Attori, MuZo Dance Theatre Company, Lino’s & Co.

Alla luce di tutto questo, un enorme grazie va a tutti i sostenitori che hanno saputo credere in noi, nella cultura come valore e possibilità di crescita sociale, e nell’impresa giovane come creatrice di reddito e motore di sviluppo per la nostra città.

GRAZIE! 

teatro a Verona
Alternanza Scuola Lavoro in teatro

Alternanza Scuola Lavoro nel teatro di Fucina Culturale Machiavelli – intervista ad Angela

By | Tutti | No Comments

Angela ha svolto la sua esperienza di Alternanza Scuola Lavoro tra giugno e luglio 2018 nel teatro di Fucina Culturale Machiavelli.

Come ti chiami?

Angela.

Quanti anni hai e che classe fai?

Ho 17 anni e ho finito la quarta superiore.

Che scuola frequenti?

Frequento il Nuovo Liceo Artistico Statale Nani-Boccioni.

Cosa hai pensato la prima volta che hai scoperto di dover fare Alternanza Scuola Lavoro?

All’inizio pensavo fosse una cosa inutile, poi ho capito che serve per la propria esperienza.

Perché hai scelto di fare Alternanza Scuola Lavoro in Fucina Culturale Machiavelli?

Perché frequentando l’indirizzo di scenografia il teatro di Fucina Culturale Machiavelli rappresenta al meglio il mio indirizzo scolastico. Ho voluto fare un esperienza inerente al mio percorso scolastico per chiarirmi le idee sul mio futuro universitario. L’alternanza scuola lavoro mi sta aiutando a capire se continuare un percorso universitario inerente al teatro e al cinema o cambiare strada. La complessità di gestire un’associazione teatrale è sempre stato fuori dai miei schemi lavorativi, ma il fatto di poter vedere da vicino come funziona la direzione di un teatro, la regia di uno spettacolo e l’organizzazione generale nel complesso è interessante e istruttivo, soprattutto dal punto di vista artistico teatrale.

Come ci hai conosciuto?

Stavo cercando un luogo dove fare stage e, grazie a Google Maps, ho trovato Fucina Culturale Machiavelli. Come consigliato da una professoressa del mio istituto, ho cercato i vari teatri veronesi contattandoli senza successo, finché non ho trovato il teatro Fucina Culturale Machiavelli.

Quali attività stai svolgendo durante l’Alternanza Scuola Lavoro e con quali strumenti?

Ho svolto montaggio video, attività amministrative, scrittura e layout di articoli per il sito web, riordinato e catalogato materiale tecnico e di scena, assistito alle prove generale dello spettacolo estivo, caricato video sui social di Fucina e sul sito web del teatro, messo a posto la rassegna stampa, aiutato a scrivere le richieste di membership e sistemato le foto dei vari spettacoli e concerti. Ho utilizzato i programmi della suite di Adobe, WordPress, per la creazione del sito web, e i programmi di scrittura di Office.

Cosa ti rimarrà dall’Alternanza Scuola Lavoro?

Dell’Alternanza Scuola Lavoro fatta in teatro mi rimarrà sicuramente la difficoltà nel mandare avanti una associazione teatrale senza l’aiuto dello Stato, la determinazione per non smettere mai di voler realizzare i propri sogni, l’impegno che bisogna impiegare per ottenere ciò che si vuole.

Cosa consiglieresti a chi dopo di te dovrà fare Alternanza Scuola Lavoro?

Consiglierei di scegliere un luogo coerente al proprio indirizzo scolastico che piaccia e che sia utile per poter decidere al meglio quale strada intraprendere per il proprio futuro.

Alternanza Scuola Lavoro in teatro

Alternanza Scuola Lavoro nel teatro di Fucina Culturale Machiavelli – intervista a Pietro

By | Teatro, Tutti | No Comments

Pietro ha svolto la sua esperienza di Alternanza Scuola Lavoro nel periodo di luglio 2018 nel teatro di Fucina Culturale Machiavelli. Lo spazio dell’ex Centro Mazziano si trova proprio sotto il suo Istituto Don Nicola Mazza

Come ti chiami?

Pietro.

Quanti anni hai e che classe fai?

Ho 17 anni e quest’anno ho finito la quarta superiore.

Che scuola frequenti?

Frequento il Liceo Scientifico all’istituto Don Nicola Mazza.

Cosa hai pensato la prima volta che hai scoperto di dover fare Alternanza Scuola Lavoro?

Subito ho pensato che fosse una rivoluzione nel mondo della scuola, poi ho capito che sarebbe stata un’iniziativa fantastica se solo il governo italiano, come al solito sbagliando, non la avesse resa obbligatoria. Incrocio le dita perché per la prima volta il progetto di Alternanza Scuola Lavoro sarà parte dell’orale dell’esame di maturità per me e tutti gli altri studenti del mio anno.

Perché hai scelto di fare Alternanza Scuola Lavoro nel teatro di Fucina Culturale Machiavelli?

Ho scelto di fare Alternanza Scuola Lavoro nel teatro di Fucina Culturale Machiavelli perché ho voluto provare un’esperienza in un ambiente giovane, moderno e alternativo. Inoltre mi ha sempre appassionato il “dietro le quinte” delle cose, e scoprire e prendere parte a tutti i tasselli che compongono Fucina Culturale Machiavelli e le produzioni del loro teatro è stato molto interessante e stimolante.

Come hai conosciuto Fucina Culturale Machiavelli?

Ho conosciuto Fucina Culturale Machiavelli perché la loro attività si sviluppa nell’Ex Cinema-Teatro Don Mazza, utilizzato anche come aula magna della mia scuola. Ancora prima di iniziare Alternanza Scuola Lavoro mi facevo aiutare da Fucina nel gestire le assemblee d’istituto in teatro dal punto di vista tecnico, di cui sono il responsabile.

Quali attività stai svolgendo durante l’Alternanza Scuola Lavoro e con quali strumenti?

Ho svolto montaggio di video promozionali, attività amministrative, aiuto tecnico audio, luci e video durante gli spettacoli, scrittura e layout di nuovi contenuti per il sito web, riordinato e catalogato tutto il materiale tecnico e di scena di Fucina. Ho inoltre imparato a utilizzare Adobe Premiere Pro, il software per il montaggio video della suite di Adobe, WordPress, per la costruzione del sito web di Fucina Culturale Machiavelli, e tutte le apparecchiature per la gestione audio, luci e video del teatro.

Cosa ti rimarrà dall’Alternanza Scuola Lavoro?

Sicuramente l’aver provato una nuova esperienza lavorativa e l’aver capito come funziona una associazione culturale no profit, come è Fucina Culturale Machiavelli, e vivere il teatro da un punto di vista diverso da quello dello spettatore rimarranno sempre nella mia memoria.

Cosa consiglieresti a chi dopo di te dovrà fare Alternanza Scuola Lavoro?

Se potessi consigliare a qualcuno cosa scegliere come Alternanza Scuola Lavoro direi di non fare qualcosa strettamente legato all’indirizzo scolastico, ma inerente alle proprie passioni. Vedere un proprio hobby trasformato in un vero e proprio lavoro è molto stimolante e sicuramente influenzerà le proprie scelte future.

festival-bellezza-orchestra-machiavelli-morgan

L’Orchestra Machiavelli con Morgan al Festival della Bellezza

By | Tutti | No Comments

L’Orchestra Machiavelli con Morgan al Festival della Bellezza

L’ Orchestra Machiavelli ha l’opportunità il prossimo 7 giugno 2018 di esibirsi assieme all’eclettico Marco Castoldi, in arte Morgan, sul palcoscenico del Teatro Romano nel contesto del Festival della Bellezza. Le musiche saranno brani del grande poeta Fabrizio De André, uno dei primi autori con cui l’Orchestra Machiavelli aveva scelto di cimentarsi nella prima stagione musicale presso Fucina Culturale Machiavelli, su arrangiamenti di Valentino Corvino.

Il concerto sarà all’interno del Festival della Bellezza, evento che per dieci giorni all’inizio di giugno arricchisce Verona con una serie di appuntamenti imperdibili nel magnifico Teatro Romano di Verona. Il Festival è dedicato quest’anno ai Maestri dello Spirito, e tra di loro ci saranno nomi come Philip Glass, Gino Paoli, Fabrizio Gifuni Umberto Galimberti, Vittorio Sgarbi, Elio e le Storie Tese, Goran Bregovic e appunto Morgan.

Sotto una foto dell’Orchestra Machiavelli al Teatro Ristori, nel concerto Orchestra of Doom prodotto insieme a Whitfield Crane e Andrea Battistoni.

Pur essendo relativamente giovane – è nata a Verona nel 2015 – l’Orchestra Machiavelli vanta già collaborazioni con artisti di fama nazionale e internazionale quali il cantautore Mimmo De Tullio, Whitfield Crane, Andrea Battistoni, Jesse Davis, Richard Stoltzman e Mika Stoltzman. La sua cifra stilistica, sulla linea della direzione artistica di Pietro Battistoni, Stefano Soardo, Rebecca Saggin è l’abbattimento di barriere tra generi musicali, accostando grandi compositori della classicità ad autori della musica contemporanea, jazz, folk e rock.

L’Orchestra Machiavelli entra questa volta all’interno di un grande evento per accompagnare un artista eclettico che il Festival della Bellezza descrive così

<<Cantautore eclettico, dandy irriverente ed eccentrico compositore, virtuoso polistrumentista e uomo di spettacolo, è tra le personalità più affascinanti dello show business, per l’estro, la cultura e l’atteggiamento spregiudicato del corsaro gallese da cui mutua il nome d’arte.>>

Ed ecco una breve presentazione della serata, che non sarà solo un concerto ma un vero e proprio omaggio alla musica del grande cantautore italiano.

<<Verso per verso, nota per nota, il ritorno in volo di una nuvola barocca, rock e sinfonica, epica e lirica.
Evocazioni e rimandi poetici, i vecchi madrigali e le canzoni dei trovatori, gli immaginifici concept album; gli amici fragili nelle feritoie della notte, l’amore che viene e va, o perduto per sempre.>>

Una foto del palco del Festival della Bellezza, in una delle passate edizioni.

Link all’articolo di presentazione dell’evento su l’Arena.it, il 7 giugno 2018 l’Orchestra Machiavelli con Morgan al Festival della Bellezza > Morgan omaggia De André al Festival della Bellezza

 

Lino’s&Co inaugura le Membership Aziendali di Fucina

By | Membership Aziendali, Tutti | No Comments

Lino’s&Co, impresa creativa nel cuore di Verona

Lino’s & Co è uno spazio creativo nel cuore di Verona, quello che si dice tecnicamente un co-working. E’ un posto dove creativi e consulenti del mondo della comunicazione si occupano di progettazione grafica, web, fotografia, video e consulenza marketing e strategica non solo con un’ottica di compresenza ma anche di collaborazione e scambio.

All’interno del co-working sono nati anche un laboratorio di stampa tipografica e un FabLab dove – dice il sito di Lino’s – “sperimentare, sporcarsi le mani e scoprire cose nuove”. E il volto di Lino’s & Co., con ingresso da vicolo Valle a Verona, è una bottega artigianale, un concept space innovativo che vende prodotti stampati e di design.

Uno dei bellissimi prodotti realizzati nella bottega di Lino's & Co.

Lino_s_Co_TuttoInziaDaUnSogno_1024x1024

Benvenuti nella tipografia Lino’s&Co: clandestina per una notte

Avevamo già conosciuto questa realtà che per qualche mese aveva ospitato gli uffici organizzativi di Fucina, ma che soprattutto ospita uno dei media partner più agguerriti di Fucina Culturale Machiavelli: Salmon Magazine.

Ma il 21 aprile 2018 è successo qualcosa di speciale. All’interno di questo spazio è stato ospitato lo spettacolo di Teatro Clandestino, della stagione 2017.2018 #DoveNonSiamoMaiStati di Fucina. Proprio per onorare l’hashtag della stagione, abbiamo veramente voluto portare il nostro pubblico in uno spazio non teatrale – almeno sulla carta – dove vivere un’esperienza unica. Gli spettatori dovevano prenotare a occhi chiusi e l’hanno fatto a frotte (costringendoci felicemente a organizzare una replica aggiuntiva). L’evento si è rivelato essere una produzione originale di Fucina (chi è curioso può leggere questo articolo sul Teatro Clandestino svelato) che con lo spazio ha dialogato e dallo spazio ha tratto spunto.

L’ambientazione del Teatro Clandestino chez Lino’s & Co. infatti è stata la tipografia clandestina di Hendrik Nicolaas Werkman, stampatore e artista irriverente che ha sfidato la Gestapo durante gli anni dell’occupazione della propria città, dando la vita per la causa della libertà di stampa. Ospite eccezionale dell’evento è stato Alessandro Bombieri, stampatore che ha imparato la nobile arte della tipografia per farne il proprio mestiere (leggi qui la storia di Alessandro Bombieri, stampatore).

Alessandro Bombieri stampatore

Lino’s&Co inaugura le Membership Aziendali di Fucina

La generosità e l’accoglienza dei ragazzi di Lino’s & Co. ci ha spinti a renderli membri onorari di Fucina Culturale Machiavelli, sostenitori a tutti gli effetti della cultura, della creatività e del significato che a noi sta molto a cuore racchiuso in questa frase: “Art begins at the end of the comfort zone“.

Per questo, dopo i molti spettatori affezionati che hanno deciso di aderire, Lino’s & Co. è l’impresa di Verona che inaugura la strada delle Membership Aziendali di Fucina culturale Machiavelli. Sveleremo presto altri dettagli.

Grazie!

uno scatto dallo spettacolo di Teatro Clandestino da Lino's&Co

teatro clandestino verona
Blue-Note-New-York-Jazz-Bar

Sergio Baietta pianista al Blue Note di New York

By | artisti in fucina, Musica, Tutti | No Comments

Sergio Baietta al Blue Note: un pezzo di Fucina a New York

Sergio Baietta pianista e direttore principale dell’Orchestra Machiavelli si trova oggi a New York per suonare nel leggendario Blue Note di New York, tempio della musica jazz, insieme a Mika e Richard Stoltzman e a Duke Gadd.

Sergio come sei finito a New York?

La collaborazione con Mika e Richard Stoltzman è iniziata l’anno scorso, per il concerto al “Settembre dell’Accademia” dove abbiamo vissuto davvero un esperienza stimolante e divertente con l’Orchestra Machiavelli al Teatro Filarmonico di Verona.

Qui sotto un video dal Concerto dell’Orchestra Machiavelli al Settembre dell’Accademia: il concerto per clarinetto di Aaron Copland suonato dal grande Maestro Richard Stoltzman e diretto da Sergio Baietta.

https://www.youtube.com/watch?v=TsVOR2FuYP8

Coosì questa primavera con grande piacere ho accettato l’invito di esibirmi con loro al Blue Note di New York come special guest dove terremo due Gig davvero speciali e divertenti con musicisti raffinati e di alto livello.
Avrò il piacere di esibirmi infatti anche con il bassista Pedro Giraudo, il chitarrista John Tropea e Duke Gadd alla batteria figlio del grande Steve Gadd.

Lavorare a stretto contatto con dei giganti della musica è un privilegio impagabile, non solo per il concerto in sè ma anche per tutti i piccoli accadimenti nel quotidiano prima e dopo la performance, vedere come vivono, come si preparano, assistere da vicino alla loro vita ti fa crescere.

> Qui la pagina dell’evento sul sito del Blue Note di New York

sergio-baietta-pianista

Non è la prima volta in cui hai l’occasione di suonare dall’altra parte del mondo, però.

E’ vero, solo pochi mesi fa ho avuto l’occasione di esibirmi in Giappone all’interno di un Concerto di pace dedicato alla celebrazione dei 45 anni di normalizzazione delle relazioni diplomatiche tra Giappone e Cina. In quell’occasione, nel novembre 2017, ho suonato il concerto per piano n.2 di Rachmaninov con la Tokyo Philarmonic Orchestra diretti dal Maestro Lu Jia. Esibirmi all’interno del prestigioso di Tokyo, davanti a duemila spettatori, è stata un’esperienza bellissima.

> A questa pagina un video sul Concerto di Sergio Baietta con la Tokyo Philarmonic Orchestra

concerto-giappone-Sergio Baietta

Torniamo dall’altra parte dell’oceano e voliamo dalla musica classica al jazz. Cosa suonerete al Blue Note?

Tra le varie cose suoneremo una versione per trio della mitica Rapsodia in blue di Gershwin per clarinetto, marimba e pianoforte davvero originale e speciale, oltre a qualche brano solistico mio e altri arrangiamenti.

Sei emozionato?

Esibirsi al Blue Note, il tempio del jazz mondiale, dove tutti i più grandi Jazzisti della storia vi hanno suonato è un grande onore, e non potrò fare a meno di pensare che su quel palco si sono cimentati Petrucciani, Keith Jarret, Oscar Peterson, Chick Corea solo per citarne alcuni.
Tra l’altro il pubblico è molto vicino al palco e questo rende il concerto magico e intimo.

Sarà una esperienza davvero stimolante ed istruttiva per me, imparerò tantissimo divertendomi! Il fatto poi di non essere un jazzista puro e di trovarmi lì mi fa sorridere.

Grazie Sergio e in bocca al lupo!

Siete tutti invitati al Blue Note!

 

Sergio Baietta, pianista e direttore principale dell’Orchestra Machiavelli, è solo uno dei tanti artisti e professionisti veronesi e non solo che collaborano con Fucina Culturale Machiavelli.
Abbiamo deciso che vale la pena raccontarvi tutte le loro storie!

#ARTISTIINFUCINA

teatro clandestino verona

Il Teatro Clandestino svelato

By | Tutti | No Comments

Teatro Clandestino: ora che non è più un segreto condividiamo con voi le storie, i protagonisti, e alcuni link utili (tra cui un reportage di Giorgio Fornoni)

Ora lo possiamo dire. Lo spettacolo di Teatro Clandestino della stagione 2017-2018, uno spettacolo teatrale in un luogo segreto a Verona, era una produzione originale della compagnia di teatro di Fucina Culturale Machiavelli. Scena Machiavelli ha fatto vivere, su drammaturgia e regia di Sara Meneghetti, tre storie vere e recenti, anzi quattro, di giornalisti o attivisti per i diritti umani morti per le storie scomode che hanno scelto di indagare, raccontare, mettere su un palcoscenico.

Gli attori della compagnia teatrale residente di Fucina, Scena Machiavelli

Anna Benico ha dato voce alla fotoreporter iraniana-canadese Zahra detta “Ziba” Kazemi-Ahmadabadi; Sabrina Carletti ha interpretato Natal’ja Estemirova, amica intima e collaboratrice di Anna Politkovskaya, che come lei è stata uccisa forse proprio dallo stesso mandante; Stefano Zanelli ha portato in scena Juliano Mer-Khamis, attore e formatore teatrale, nonché film-maker che ha dedicato la propria vita, fino all’ultimo, ai bambini del campo profughi di Jenin.
Queste tre persone sono state uccise a causa del proprio lavoro negli ultimi quindici anni, e per nessuno di loro sono stati individuati i colpevoli.

teatro clandestino verona

Andare a teatro può essere una piccola avventura

Gli affezionati di Fucina già lo sanno. Non è la prima volta che vi proponiamo uno spettacolo fuori dalle pareti della nostra casa, il Teatro ex Centro Mazziano di Verona. Già nel 2016 una delle nostre produzioni più apprezzate dai veronesi, lo spettacolo al buio Cecità, ha ricreato la storia del romanzo di Saramago, che gli spettatori hanno vissuto bendati, nello spazio suggestivo di Forte Sofia, un forte austriaco sulle colline della città.

Entrare in un altro mondo

Il Teatro Clandestino va anche oltre. Agli spettatori non è stato rivelato nulla, né il luogo dello spettacolo né il contenuto, fino alla mattina stessa del 21 aprile 2018. L’evento, che ha registrato il sold out spingendoci a programmare una replica speciale aggiuntiva, è iniziato quando gli spettatori hanno ricevuto un sms che spiegava loro di farsi trovare all’ora convenuta “tra le nuvole”, di cercare una ragazza con in mano un fiore rosse e di portare con sé una parola chiave. Niente di facile quindi, come spesso accade negli spettacoli di Fucina, eventi in cui gli spettatori hanno imparato ad aspettarsi di tutto, ma soprattutto ad uscire dalla propria quotidianità per diventare loro stessi protagonisti ed essere catapultati in un altro mondo.

La tipografia clandestina di Werkman

Una volta riusciti a raggiungere il luogo dello spettacolo clandestino, hanno scoperto che questo era il co-working Lino’s Type in centro storico. Si sono ritrovati in uno spazio singolare, in penombra, protetto da saracinesche abbassate dove si intravedevano fotografie, stampe, macchinari d’altri tempi. Qui, è stato spiegato loro che grazie alla loro presenza clandestina, avrebbero potuto assistere ad un evento spazio-temporale unico, l’evocazione della tipografia di Hendrik Nicolaas Werkman, impegnato in pubblicazioni clandestine nella città di Groningen, durante il regime nazista. Qui, hanno potuto vedere all’opera il simpatico fantasma di Werkman, il giovane Alessandro Bombieri, che proprio a Lino’s Type ha imparato e trasformato nella sua professione le antiche tecniche di stampa tipografica.

> Leggi l’intervista ad Alessandro Bombieri, stampatore

Una foto per non diventare invisibili

Dopodiché, spostandosi tra gli spazi inusuali del co-working hanno ascoltato la storia di Ziba (Anna Benico), la fotoreporter arrestata a causa delle foto che stava scattando fuori dalla prigione di Evin, alle porte di Teheran. Ziba era rientrata nella propria patria, l’Iran, dopo una vita passata tra il Canada, dove aveva ricevuto la doppia cittadinanza, e il resto del mondo, per fare il proprio lavoro: fotografare i deboli, gli oppressi, le vittime di ingiustizia.

“Per questo ho scelto la fotografia. Una volta impressa sulla pellicola, la luce riflessa sulla persona passata in quel momento davanti all’obiettivo, la sua sagoma, la sua realtà diventa irrinnegabile”.
da La Verità non si uccide, di Sara Meneghetti

> Qui il sito della fondazione dedicata a Zahra Kazemi, dove è possibile vedere alcune delle fotografie da lei scattate

Zahra Ziba Kazemi
Anna Benico di Scena Machiavelli - Teatro Clandestino

Il teatro della libertà

Gli spettatori si sono poi spostati, in soli pochi passi, nel centro di Jenin, uno dei più grandi campi profughi della Palestina. Qui Juliano Mer-Khamis (Stefano Zanelli) ha spiegato come, seguendo le orme di sua madre, ha deciso di fondare un teatro per aiutare i ragazzi e i bambini a trovare un linguaggio alternativo alla violenza della lotta jihadista per portare all’attenzione del mondo e del proprio popolo la loro istanza di libertà. La cosa che ci ha subito attratto di questo attore e regista è il suo credere nell’arte come modello di cambiamento sociale.
Juliano, che si definiva al 100% palestinese e al 100% ebreo, essendo nato da genitori di nazionalità diverse ma uguale visione, è stato ucciso pochissimi anni fa da un uomo con il volto coperto. Gli spettatori del teatro clandestino sono stati suoi allievi per un po’, parte di quel Freedom Theatre che ancora oggi vive, e fa del teatro la propria strada per la formazione, la consapevolezza, l’auto affermazione.

“Tutti gli animali sono uguali. Ma alcuni sono più uguali degli altri”
George Orwell, La fattoria degli animali (una delle ultime opere teatrali messe in scena da Juliano con i propri allevi)

> Qui il sito del Freedom Theatre di Jenin
> Qui un bel ritratto di Juliano Mer-Khamis scritto da Edoardo Crisafulli

La verità non si uccide

La terza storia del Teatro Clandestino è quella di Natalja Estemirova, attivista cecena che aveva lasciato il proprio lavoro come insegnante per raccontare gli abusi dell’esercito russo e dei guerriglieri ceceni sulla popolazione civile durante e dopo le due guerre cecene.
Natal’ja era amica e collega di Anna Politkovskaya, con cui ha collaborato su molti casi di rapimenti e omicidi altrimenti passati sotto silenzio. Natalja è stata uccisa tre anni dopo Anna, probabilmente dagli stessi mandanti. Nessuna di loro ha ancora ottenuto giustizia per il proprio assassinio.

> Qui il sito Committee to Protect Journalists un osservatorio che documenta dal 1992 i giornalisti uccisi in tutto il mondo

“La verità non si uccide”
Natalja Estemirova

Natalja Estemirova
Sabrina Carletti attrice di Scena Machiavelli - Teatro Clandestino

L’idea di La verità non si uccide, frase pronunciata da Natalja mentre era ancora in vita, è nata anche grazie ad un incontro con un reporter indipendente che, come i suoi colleghi protagonisti di questo spettacolo, non ha paura di raccontare storie scomode o pericolose. Giorgio Fornoni, che non ha potuto essere presente la sera dello spettacolo, ci ha concesso di proiettare uno dei suoi reportage all’interno del quale sarà possibile ascoltare in prima persona le voci di Anna Politkovskaya e Natalja Estemirova, da lui stesso intervistate.

> Qui il reportage “Giornalisti russi di prima linea” sul sito di Giorgio Fornoni

I personaggi a cui il Teatro Clandestino ha dato voce non sono eroi, non hanno colonizzato le prime pagine dei giornali, hanno semplicemente fatto ognuno il proprio mestiere, senza enfasi, né sentendo il bisogno di fare self branding.

Sono morti per la verità, ma il loro lavoro, tenace e silenzioso, è sopravvissuto.