Una rubrica con le vostre voci

Doppia Esposizione è la nuova creatura di Fucina Culturale Machiavelli nata per creare una rubrica con i vostri contributi artistici sui temi della stagione 18.19. Il desiderio è dare l’occasione, a chiunque voglia, di poter partecipare attivamente a livello collettivo e, di conseguenza, alla comunità di beneficiarne ed essere a sua volta stimolata. Come? Tramite l’arte. Vorremmo che la città aderisse con le proprie creazioni, in particolare su tematiche di interesse riguardanti la società stessa, e parlasse attraverso racconti brevi, poesie, fotografie, illustrazioni  e ricetteOgni mese un tema diverso, legato al programma di Fucina, ogni mese una pubblicazione cartacea e online del progetto all’interno del quale sono presenti le proposte dei partecipanti.

CALL APERTA #Febbraio

Vuoi partecipare?
Ecco il tema di gennaio: “Gaia/ la città verde”;

Prossima scadenza: 30 dicembre

I contributi possono essere sotto forma di poesiaracconto breve (max 1500 battute), fotografiaillustrazione o ricetta. E vanno inviati a doppiaesposizione@fucinaculturalemachiavelli.com. I più originali e aderenti al tema proposto saranno selezionati e pubblicati.

#WHITENOISECITY

A White Noise City è quasi impossibile parlare. Non è possibile ascoltare musica, non è possibile suonare. Anzi la musica è proibita, e ogni partitura è stata a suo tempo incenerita. White Noise City è cosparsa di enormi schermi luminosi che guidano gli occhi, le menti e i passi degli abitanti. Anche la segnaletica stradale è gestita tramite schermi luminosi. Le relazioni, le serate in compagnia, il lavoro, lo sport. Il sonno è cullato da immagini luminose che si muovono proiettate sopra ai letti delle persone, tutto è studiato perché non ci sia un momento di silenzio, né un momento di buio, perché il silenzio e il buio destabilizzano l’essere umano.

Magritte-il-castello-dei-Pirenei
doppia-esposizione-marginaria

#MARGINARIA

La città che esploriamo ad ottobre è #Marginaria, la città in cui ognuno sta al centro.
Marginaria è uno spazio in cui ognuno è il centro di se stesso e del proprio mondo. Nessuno sta ai margini eppure tutti lo sono rispetto al centro degli altri. Marginaria galleggia sull’acqua, ma nessuno dei suoi cittadini lo sa, perché nessuno ha mai guardato oltre i bordi. Sta su una piattaforma isolata termicamente, sotto una cupola isolata acusticamente. A Marginaria non piove. L’acqua viene incanalata dal cielo attraverso tubi che fungono da depuratori e che arrivano direttamente nelle case delle persone. Così avviene per il cibo. Ognuno è autosufficiente. Ognuno è perfettamente felice e soddisfatto. Il sistema idrico e fognario di Marginaria è improntato alla massima efficienza, e gli scarichi finiscono nel mare, su cui la città galleggia, beatamente, senza sentirne l’odore. Difficile entrare a Marginaria da turisti ma, una volta dentro, il senso di appagamento è tale che non la si vorrebbe mai lasciare. Vieni a farti un giro?

Goditi i contenuti di Marginaria!

doppia-esposizione-alia

#ALIA

Ad Alia ogni mattina, ti svegli con il suono di una radio. La calda voce di donna matura all’altoparlante, sarà la tua compagna per tutto il giorno, indicandoti cosa devi fare, dove, a che ora, con che cadenza e con chi. Ad Alia è ammesso un solo fenotipo: carnagione chiara, occhi scuri, capelli castani, corporatura media, in salute, età inferiore ai cinquantanni, buddhista, benestante, etero, pacato, gran lavoratore, amante degli animali, conservatore, tifoso di pallacanestro. La prima cosa che farai alla mattina sarà infatti essere accompagnato in speciali centri dove le anomalie e le devianze verranno immediatamente corrette, se possibile: lì i ricci saranno piastrati, i biondi tinti, i grassi messi a dieta, i liberali rieducati, i nervosi bastonati, i malati guariti, i pigri stimolati, i credenti in una qualsiasi delle vecchie inutili religioni abolite saranno amorevolmente convinti dell’inutilità di un dio in un mondo in cui regna l’ordine assoluto e la strada per il nirvana è aperta davanti ai piedi di ogni uomo e di ogni donna.

Goditi i contenuti di Alia!

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#IGNAVIA

Ad Ignavia, le strade non hanno nomi. Talvolta invece ne hanno più d’uno, scritti su cartelli inchiodati uno sotto l’altro, man mano che le autorità incaricate della toponomastica cambiavano idea. Ad Ignavia alcuni circolano sul lato destro, altri sul sinistro. Qui è possibile avere un paio di mogli e due o tre mariti, dal momento che a Ignavia è sempre possibile non scegliere. Nella città di ignavia non ci sono mai code davanti ai banconi delle gelaterie. Ad Ignavia si tengono ancora le elezioni, ma vengono salutate come una festa folkloristica, un ricordo dei tempi in cui la libertà di non scegliere non era ancora il valore più sacro e inviolabile. Ad Ignavia, chi assiste ad un reato può scegliere di denunciare o meno, nessuno è costretto a fare qualcosa che non si sente di fare. Nella città di Ignavia non ci sono conflitti irrisolti, perché ognuno se li risolve da sé, privatamente. Nessuno può imporre la propria volontà a nessun altro, né i padri ai figli, né i datori di lavoro ai dipendenti, non ci sono schemi, quindi non ci sono devianze: perciò la più bella e sconvolgente conquista di Ignavia è la radiazione della psichiatria dall’albo delle scienze.

Godetevi i contenuti di Ignavia!