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Teatro

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Lupi buoni e tori con le ali

By Stagione 19.20, Teatro, teatro ragazzi

Arrivano in Fucina dei lupi buoni e dei tori che hanno le ali

Domenica 3 novembre il Teatro del Buratto sarà ospite in Fucina con uno spettacolo sui pregiudizi

Chi l’ha detto che tutti i lupi sono cattivi? E che tutte le coccinelle portano fortuna? Che i draghi fanno paura? E chi l’ha detto che i tori non possono volare?

C’erano una volta un lupo buono che desiderava tanto avere dei cuccioli, un drago spiritoso, una coccinella malvagia e… due tori con le ali! La storia che sarà raccontata guarda nel profondo del cuore, senza fermarsi alle apparenze, senza leggere il mondo attraverso quelle fastidiose etichette che troppo spesso mettiamo addosso alle persone oppure, ci sentiamo addosso noi stessi. Chi l’ha detto che Mattia è monello? E che Chiara sia troppo timida e impacciata? Forse non “sono” in un modo solo, ma al contrario, contengono dentro di sé tanti modi di essere, tutti insieme. Read More

stagione 19-20 Fucina culturale Machiavelli - Fame

Non sapevamo di avere tanta fame.

By Musica, Stagione 19.20, Teatro, Tutti

Ecco arrivato il giorno in cui sveliamo il tema della stagione 2019-2020.

Pronti? Il tema della quinta edizione della stagione di musica, teatro e spettacoli per bambini in Fucina Culturale Machiavelli è Fame.

Perché fame?

Per prima cosa, non puoi essere un artista se non hai un po’ di fame. D’altronde, lo sappiamo, con la cultura non si mangia, quindi se di cultura vuoi campare, un po’ affamato lo sei per forza.

Ok, scherziamo. Non è di questa fame che stiamo parlando. Read More

Orchestra Machiavelli al Teatro Filarmonico

Il Carillon, l’Opera del cuore con Orchestra Machiavelli

By Eventi esterni, Musica, Opera, Orchestra Machiavelli, Teatro

Un evento benefico per i bambini con disabilità visiva

Al Teatro Filarmonico di Verona, venerdì 31 maggio 2019 alle 21.00 andrà in scena Il Carillon, opera lirica inedita

Avrà una finalità benefica l’evento in programma per il prossimo venerdì 31 maggio presso il Teatro Filarmonico di Verona organizzato da A.NA.VI. Onlus – Associazione Nascere per Vivere Onlus Read More

Marcio Nuziale, spettacolo di Teatro Scientifico e Fucina Culturale Machiavelli

Marcio Nuziale, lo spettacolo di Teatro Scientifico

By nuova drammaturgia, Stagione 18.19, Teatro

Spettacolo di Teatro Scientifico e Fucina Culturale Machiavelli

Lo scorso 26 aprile ha debuttato Marcio Nuziale, lo spettacolo prodotto dal Teatro Scientifico / Teatro Laboratorio in collaborazione con Fucina Culturale Machiavelli. Siamo molto felici di questa collaborazione, con un teatro storico di Verona che quest’anno compie i suoi cinquant’anni di attività!

Lo spettacolo, scritto per l’occasione Read More

fake is the new real per le scuole superiori

Fake is The New Real per gli studenti delle superiori!

By Teatro, teatro ragazzi

Fake is The New Real per gli studenti delle superiori!

Sei un professore o una professoressa delle scuole secondarie di primo e secondo grado?

Porta i tuoi studenti a vedere Fake is The New Real, la produzione di Fucina sulle trappole del web selezionata per la rassegna Non solo Shakespeare del Teatro Stabile di Verona.

17-18 dicembre – ore 10.30
Cinema Teatro Alcione
Fake is The New Real

Scuola secondaria di I° (dalla 3° media) e II° grado – Ingresso 7 Euro – durata 1’10
seguirà dibattito sui temi dello spettacolo

Guarda il trailer dello spettacolo >

Che differenza c’è tra una notizia falsa e una vera? Nessuna. Anche le notizie false cambiano il mondo.
Protagonista dello spettacolo è l’Algoritmo, che si fa amorevolmente carico delle ansie dei solitari viaggiatori del web. L’algoritmo sa tutto di te, ti conosce come nessun altro, conta i tuoi passi, cattura la tua attenzione. I personaggi, intrappolati nella bolla d’attenzione che costruisce per loro un mondo speculare, a misura dei loro desideri, cercano una qualche verità che sveli i meccanismi nei quali sono immersi, senza riuscirci.
Il loro girovagare nel web sarà familiare ai giovani nativi digitali: su internet visitiamo credendoci non visti luoghi-negozi che ci osservano, abitiamo case-palcoscenici dove solamente chi la pensa come noi ci è proposto come pubblico, frequentiamo librerie ed edicole di cui ci fidiamo ciecamente, perché confermano senza sosta la bontà della nostra opinione.
Lo spettacolo nasce da un’idea: internet, prezioso azzeratore di distanze, biblioteca universale, informatore instancabile e foro democratico, deve trovare dei viaggiatori attenti per raccoglierne tutto il valore e le potenzialità senza restare intrappolati nella sua rete. Questo perché la tentazione di scambiare il virtuale col reale è sempre più forte e, probabilmente, un nostro rovinoso punto debole.

Scarica la scheda dello spettacolo

Per partecipare scrivi a progetti@teatronuovoverona.it

drammaturgia Sara Meneghetti | regia Mirko Segalina | proiezioni Mirko Segalina | scene Marilena Fiori | con Anna Benico, Sabrina Carletti, Mirko Segalina, Stefano Zanelli | compagnia Scena Machiavelli

Alternanza Scuola Lavoro in teatro

Alternanza Scuola Lavoro nel teatro di Fucina Culturale Machiavelli – intervista a Pietro

By Teatro, TuttiNo Comments

Pietro ha svolto la sua esperienza di Alternanza Scuola Lavoro nel periodo di luglio 2018 nel teatro di Fucina Culturale Machiavelli. Lo spazio dell’ex Centro Mazziano si trova proprio sotto il suo Istituto Don Nicola Mazza

Come ti chiami?

Pietro.

Quanti anni hai e che classe fai?

Ho 17 anni e quest’anno ho finito la quarta superiore.

Che scuola frequenti?

Frequento il Liceo Scientifico all’istituto Don Nicola Mazza.

Cosa hai pensato la prima volta che hai scoperto di dover fare Alternanza Scuola Lavoro?

Subito ho pensato che fosse una rivoluzione nel mondo della scuola, poi ho capito che sarebbe stata un’iniziativa fantastica se solo il governo italiano, come al solito sbagliando, non la avesse resa obbligatoria. Incrocio le dita perché per la prima volta il progetto di Alternanza Scuola Lavoro sarà parte dell’orale dell’esame di maturità per me e tutti gli altri studenti del mio anno.

Perché hai scelto di fare Alternanza Scuola Lavoro nel teatro di Fucina Culturale Machiavelli?

Ho scelto di fare Alternanza Scuola Lavoro nel teatro di Fucina Culturale Machiavelli perché ho voluto provare un’esperienza in un ambiente giovane, moderno e alternativo. Inoltre mi ha sempre appassionato il “dietro le quinte” delle cose, e scoprire e prendere parte a tutti i tasselli che compongono Fucina Culturale Machiavelli e le produzioni del loro teatro è stato molto interessante e stimolante.

Come hai conosciuto Fucina Culturale Machiavelli?

Ho conosciuto Fucina Culturale Machiavelli perché la loro attività si sviluppa nell’Ex Cinema-Teatro Don Mazza, utilizzato anche come aula magna della mia scuola. Ancora prima di iniziare Alternanza Scuola Lavoro mi facevo aiutare da Fucina nel gestire le assemblee d’istituto in teatro dal punto di vista tecnico, di cui sono il responsabile.

Quali attività stai svolgendo durante l’Alternanza Scuola Lavoro e con quali strumenti?

Ho svolto montaggio di video promozionali, attività amministrative, aiuto tecnico audio, luci e video durante gli spettacoli, scrittura e layout di nuovi contenuti per il sito web, riordinato e catalogato tutto il materiale tecnico e di scena di Fucina. Ho inoltre imparato a utilizzare Adobe Premiere Pro, il software per il montaggio video della suite di Adobe, WordPress, per la costruzione del sito web di Fucina Culturale Machiavelli, e tutte le apparecchiature per la gestione audio, luci e video del teatro.

Cosa ti rimarrà dall’Alternanza Scuola Lavoro?

Sicuramente l’aver provato una nuova esperienza lavorativa e l’aver capito come funziona una associazione culturale no profit, come è Fucina Culturale Machiavelli, e vivere il teatro da un punto di vista diverso da quello dello spettatore rimarranno sempre nella mia memoria.

Cosa consiglieresti a chi dopo di te dovrà fare Alternanza Scuola Lavoro?

Se potessi consigliare a qualcuno cosa scegliere come Alternanza Scuola Lavoro direi di non fare qualcosa strettamente legato all’indirizzo scolastico, ma inerente alle proprie passioni. Vedere un proprio hobby trasformato in un vero e proprio lavoro è molto stimolante e sicuramente influenzerà le proprie scelte future.

teatro Verona - real life theatre

Real Life Theatre – Fucina Culturale Machiavelli e Teatro Stabile di Verona

By estate 2018, Scena Machiavelli, Spettacoli esperienziali, TeatroOne Comment

Real Life Theatre al suo debutto

Real Life Theatre è uno spettacolo di teatro esperienziale a Verona, di Fucina Culturale Machiavelli in collaborazione con il Teatro Nuovo di Verona

Vivi la storia, scrivi il finale. Real Life Theatre è il nuovo concept di teatro esperienziale nato nel fuoco di Fucina Culturale Machiavelli prodotto in collaborazione con il Teatro Stabile di Verona per l’estate 2018.

Dopo il successo di Cecità, spettacolo al buio che ha entusiasmato il pubblico di Verona, nasce Real Life Theatre, un’esperienza site specific per pochi spettatori per volta, che dà la possibilità di vivere una storia nella città di Verona, come mai hai fatto.

Con Real Life Theatre due imprese culturali del territorio di Verona formano un sodalizio per una nuovo format di teatro esperienziale. Il primo spettacolo prodotto è Lancelot, una storia ambientata ai giorni nostri e ispirata al racconto di Lancillotto e Ginevra, del celebre romanzo di Chrétien de Troyes.

La tua presenza può influenzare la storia, le tue scelte decideranno il finale. Come?

Lo spettatore parte dal Foyer del teatro di Fucina Culturale Machiavelli ma poi insegue la storia in luoghi non teatrali, diventando lui stesso un personaggio a cui viene affidato il compito di scoprire un segreto. A lui poi resta la scelta, svelarlo o tenerlo per sé?

Lancelot

testo e regia Sara Meneghetti
con Anna Benico Sabrina Carletti Mirko Segalina Stefano Zanelli
#scenamachiavelli

Dal 22 al 24 giugno
h 18 – 19,15 – 21 – 22.15
massimo 8 spettatori per replica

I biglietti per la tua esperienza di #RealLifeTheatre sono disponibili online qui > .
Per informazioni puoi scriverci, ti risponderemo il prima possibile!

biglietteria@www.fucinaculturalemachiavelli.com
www.reallifetheatre.it

Teatro Verona-real-life-theatre
Alessandro Bombieri stampatore

Alessandro Bombieri, stampatore

By artisti in fucina, Stagione 17.18, TeatroNo Comments

Questo aprile abbiamo incontrato una persona appassionata e gentile, che ha imparato un mestiere di una volta e ne ha fatto la sua professione (ma potremmo dire anche la sua impresa).

Alessandro Bombieri fa lo stampatore e ha già collaborato a due bellissimi progetti di Fucina: la stampa in edizione limitata “Art Begins at the end of your comfort zone” data in regalo a chi aderisce alla Membership di Fucina e la partecipazione all’interno dello spettacolo di Teatro Clandestino, nel quale Alessandro ha performato la figura di Hendrik Nicolaas Werkman, artista che gestiva una tipografia clandestina ai tempi dell’occupazione nazista dei Paesi Bassi (e che proprio Alessandro ci ha fatto scoprire). 

Alessandro, da quanto fai questo lavoro?

Proprio in questo periodo sono tre anni. Il mio percorso formativo, in realtà, è un’involuzione. Ho frequentato l’istituto tecnico “G.Marconi” diventando quindi un perito informatico. Stufo dell’inarrestabile sviluppo tecnologico ho deciso di cambiare percorso.
Frequento lo Iusve, precisamente la facoltà di “Scienze e tecniche della comunicazione grafica e multimediale”. Arrivato al secondo anno mi sono trovato davanti alla scelta del tirocinio e, per pura casualità, sono entrato in contatto con Lino’s & Co. nel quale comincio un periodo di apprendimento. Finalmente posso mettere in pratica tutto ciò che ho appreso e inizio a sporcarmi le mani. Da quel momento è nato un percorso irreversibile.

Alessandro Bombieri stampatore

Hai avuto un maestro?

La persona a cui devo tutto ciò che so è Lino Merci, uno stampatore in pensione di Cerro (in montagna, dove sono cresciuto) che fin da subito si è mostrato un maestro eccezionale, non solo come figura d’apprendimento ma come persona.

E adesso di cosa ti occupi?

Da poco più di un anno gestisco il laboratorio di tipografia e legatoria di Lino’s & Co. situato negli spazi della Coop. San Giovanni Calabria in via Gardesane 212, loc. Bassona.
La collaborazione con la Cooperativa è importante perché grazie assieme riusciamo a fare attività di pre-lavoro ed inserimento al lavoro di personae socialmente e fisicamente svantaggiate. I lavori che si affrontano ogni giorno sono i più svariati: dai biglietti da visita alle partecipazioni di matrimonio, dai biglietti per il negozio di Vicoletto Valle 9b ai manifesti come quello stampato per la Membership di Fucina.

Guardate che meraviglia!

una stampa fatta da Alessandro Bombieri per Fucina Culturale Machiavelli
Omaggio lasciato da Fucina agli spettatori del Teatro Clandestino

Altre collaborazioni importanti?

Da poco è si è consolidata la collaborazione con l’Università di Verona con la quale, da quest’anno, assisto il maestro Lucio Passerini in un corso sulla stampa tipografica volta alla creazione di un libro composto da poche pagine (l’ultimo consisteva in una raccolta di poesie sulla Grande Guerra in 4 lingue diverse riprendendo autori tra cui Guillaume Apollinaire, John McCrae, Hugo Ball) per la Facoltà di Lingue e Cultura per l’Editoria e, a breve, cominceremo a stampare i diplomi di laurea composti a mano con il carattere Dante disegnato da Giovanni Mardersteig stampati a torchio a leva Albion della fine dell’800.

Alessandro è solo uno dei tanti artisti e professionisti che collaborano con Fucina Culturale Machiavelli.
Abbiamo deciso che vale la pena raccontarvi tutte le loro storie!

#artistiinfucina

Emanuele Aldrovandi drammaturgo

Emanuele Aldrovandi, vita di un drammaturgo nel ventunesimo secolo.

By nuova drammaturgia, Stagione 17.18, TeatroNo Comments

Due chiacchiere con Emanuele Aldrovandi, da drammaturgo a drammaturga.

Lo becchiamo al telefono, tra una galleria e l’altra, mentre è sul treno da Reggio Emilia per Pesaro, e iniziamo subito a farci gli affari suoi. Perché Pesaro?

Sto andando ad un primo incontro per fare una drammaturgia per un museo, sarà una cosa che non si vedrà in scena, un lavoro particolare.

Cosa stai facendo in questo periodo?

Ho appena fatto a Milano Isabel Green, un monologo scritto per Serena Sinigaglia con l’attrice Maria Pilar Pérez Aspa che è stato in scena all’Elfo, ha fatto il tutto esaurito e stanno pensando di replicarlo.

Poi alcuni dei miei testi stanno ancora girando l’Italia. Homicide House sarà a giugno al Franco Parenti, quindi torna a Milano. Un’altra soddisfazione è che Allarmi, un testo fatto due anni fa per Ert messo in scena a Modena e Bologna ora sarà tradotto in diverse lingue, in Spagna, a Tolosa, e nella prossima stagione in Polonia e Slovenia. E’ bello il fatto che viva anche fuori dall’Italia. Forse la tematica, dato che il testo parla dei neo fascismi, è particolarmente attuale oggi in Europa.

Tra gli altri progetti ultimamente ho scritto e diretto un cortometraggio, ora stiamo finendo il montaggio e tra poco sarà pronto e ho in progetto di farne altri. Ma i progetti in cantiere sono ancora tanti.

Sembrerebbe quindi che tu riesca a vivere del tuo lavoro di drammaturgo.

Sì, assolutamente, poi ho anche iniziato a insegnare in Paolo Grassi. Insegno al primo anno, mi sento molto responsabilizzato. Ma oltre al peso della responsabilità c’è anche la soddisfazione personale. Lo so che è incredibile ma riesco a vivere di tutto questo, facendo tante cose, testi ma anche traduzioni, ad esempio ho appena tradotto Trainspotting e Tamburi nella notte di Brecht per l’Elfo.

Raccontaci il tuo percorso, come sei arrivato alla scrittura teatrale?

Ho sempre scritto, anche prima, durante l’Università, racconti romanzi, poi ho fatto un corso di teatro con MaMiMò (compagnia che gestisce il Piccolo Teatro Orologio di Reggio Emilia ndr) e ho visto che questo linguaggio mi piaceva. Ho iniziato a farlo con degli amici, in modo amatoriale ma con tanto divertimento. Quindi già durante l’ultimo anno di università mi sono iscritto all’Accademia (la Scuola Civica di Teatro Paolo Grassi). Dal terzo anno di accademia ho iniziato a lavorare con Mamimò, poi ho vinto qualche premio (Giusto qualcuno: in pochi anni Emanuele ha vinto tutti i più prestigiosi premi di drammaturgia in Italia, dal “Premio Pirandello”, al “Premio Hystrio”, al “Premio Riccione Pier Vittorio Tondelli”), e questo ha aiutato a farmi conoscere e a lavorare anche con altre persone.

In sostanza sono dieci anni che non faccio altro. Prima da studente e poi da lavoratore precario.

Questo è bello, significa che c’è richiesta, c’è pubblico che ha voglia di teatro.

Sì, ma non è così semplice. C’è pubblico giovane che ha voglia di cose nuove che raccontino la contemporaneità, come linguaggio, come visione del mondo. Però ci sono ancora dei problemi. Un po’ il teatro sta andando incontro a questa esigenza del pubblico di avere nuove storie, ma ci sono anche tante sacche di staticità che allontanano gli spettatori. Nelle grandi città come Milano, Roma, Firenze c’è attenzione alla proposta culturale. Ma ci sono tante città di provincia dove si fanno solo classici rivisitati o star della televisione, e questo è un problema perché non educa il pubblico.

Bisognerebbe arrivare ad avere autori nuovi anche nelle stagioni di provincia con gli abbonati. Io credo che anche loro si divertirebbero, ma c’è il timore da parte di chi programma che la serata rimanga vuota. Appena ti sposti nelle città di provincia ci sono luoghi inarrivabili per le giovani compagnie.

A Milano, in teatri come l’Elfo Puccini o il Piccolo al Parenti, fanno qualche classico ma anche cose contemporanee. E il pubblico apprezza.

Con MaMiMò è da vari anni che lavorate sul territorio in questa direzione.

Io non partecipo direttamente a creare la stagione teatrale, ma la compagnia sta facendo un lavoro fantastico, la stagione di quest’anno è bellissima e il teatro è sempre pieno, qualcuno resta anche in piedi o rimane fuori. E’ un’isola felice.

E’ giusto lavorare sul territorio a livello di progettazione. Poi, per quanto riguarda le produzioni è bello che gli spettacoli vengano visti da più gente possibile. Io spero sempre che i miei testi raggiungano il maggior numero di persone possibili. I nostri coetanei inglesi e francesi ci sono. Perché noi no? Solo perché siamo in paese culturalmente arretrato?

homicide house

Foto da Homicide House, in scena in Fucina il 10 febbraio 2018.

 

Quali sono i temi che ti interessa di più raccontare?

Nei miei testi non c‘è un filo conduttore, vorrei sempre toccare temi diversi. Il filo conduttore piuttosto è lo sguardo. E anche questo vorrei cambiare, o forse cambia inevitabilmente. Mentre cambia l’autore cambia il modo in cui guarda le cose. Sto scrivendo un sacco di cose di cui non saprei dire qual è il tema. Lo sguardo che se fossi io spettatore mi farebbe riflettere sulla nostra realtà, parlare dell’uomo l’ha già fatto Shakespeare, ogni epoca però ha il proprio linguaggio.

Quindi non lo so, adesso vorrei fare una cosa sull’ambiente. Mi piacerebbe cambiare linguaggio e codice, ad esempio toccando il cinema, lì facendo anche il regista mi devo porre anche una serie di problemi, di interrogativi e di stimoli diversi.

Vorresti dire qualcosa a chi verrà a vedere Homicide House?

E’ stato un progetto molto felice. Non so se è una parabola o una dark comedy, io cerco di non definirla. Mi interessava chiedermi quali sono i valori della nostra epoca o quali non sono, ma farlo anche in maniera divertente e inaspettata.

Nell’estate 2017 di Verona torna Cecità spettacolo al buio.

By estate2017, Teatro
Quest’estate torna a gran richiesta lo spettacolo teatrale che vi ha fatto emozionare con gli occhi chiusi! Dopo il successo del suo debutto ci è sembrato giusto riproporre a Verona per l’estate 2017 lo spettacolo di teatro contemporaneo di Fucina Culturale Machiavelli!

CECITA’
uno spettacolo al buio

di Fucina Culturale Machiavelli
liberamente ispirato al romanzo di J. Saramago
1-2 luglio
Forte Sofia
repliche alle ore 18, 19, 21, 22
posti limititati, necessaria la prenotazione
 
Cecità
di Sara Meneghetti
regia Alice Grati
musiche originali Stefano Soardo
scene Marilena Fiori
con Anna Benico. Sabrina Carletti, Mirko Segalina, Stefano Zanelli
 
Cosa accadrebbe se il mondo all’improvviso diventasse cieco?
Da questa domanda parte José Saramago, che nel suo romanzo distopico racconta un’epidemia di mal bianco e il modo in cui gli uomini e la società reagiscono. L’idea cardine dello spettacolo è di immergere fisicamente lo spettatore nella storia, facendolo diventare protagonista e costruendo quello che è un percorso di discesa e risalita, di scoperta dell’inferno e purificazione, in cui tutti i sensi sono coinvolti. Le voci degli attori guidano e accompagnano, raccontano e fanno rivivere.
Ad ogni spettatore resta il compito di completare tutto ciò che non possono vedere con l’immaginazione.
 
Le repliche permettono un numero limitato di spettatori per volta, quindi è importante prenotare: scrivici a biglietteria.fcm@gmail.com 
 
Biglietti
€ 15 intero
€ 12 ridotto under 30-over 65
 

Forte Sofia - vista dall'alto

Forte Sofia è un forte austriaco dall’architettura suggestiva che si trova sulle colline di Verona, gestito da un’associazione di giovani fortissimi e “innamorati di Verona”, come loro si definiscono, che se ne prendono cura e lo tengono aperto.

 
Per la struttura del luogo consigliamo per lo spettacolo un abbigliamento comodo e caldo, da evitare i tacchi!
Lo spettacolo si terrà anche in caso di pioggia.
Per tutte le foto e il backstage segui l’evento sulla nostra pagina Facebook.
 

Teatro ex Centro Mazziano - Via Madonna del Terraglio 10, Verona