Description
Lo spettacolo
drammaturgia e regia Sara Meneghetti
con Sabrina Carletti, Tobia Dal Corso Polzot, Giulio Macrì
e con il coro dei cittadini composto da Elena de Biasi, Floriana Di Raffaele, Caterina Falziroli, Jacopo Tosi, Francesca Viscardi
maschera Graziano Viale
scene Federico Balestro
costumi Elisabetta Zerbinatti
abito di Dio Valentina Becu Bazoli
light design Pietro Paloschi
In scena Caino, Eva e Abele, sottratti alle logiche del tempo e resi contemporanei nel raccontare una storia millenaria ambientata oggi, in una terra sacra e martoriata. Insieme a loro Dio e Lucifero, allegorie satiriche di idee umane di bene e di male nascoste dietro una maschera unica, con due occhi e due bocche, un solo corpo danzante, bellissimo e deforme.
“Caino ha due matrici” spiega Meneghetti “O una madre e un padre, se vogliamo. La madre è Eva, che si interroga sui propri errori, che si tortura cercando la sua colpa nella tragedia dei figli. Il padre è il Verbo, il padre è Dio, il padre è Lucifero, il padre è la legge, il padre è la Bibbia. Tutte le storture del mondo nascono quando il testo sacro è distorto in proprio favore, per poter uccidere impunemente il proprio fratello.
Questo mito, presente in moltissime culture, è per me intrigante. Non è in fondo ogni guerra una guerra fratricida? Ho ambientato questa storia oggi, là dove affondano le radici della cultura giudaico cristiana, una Terra Santa e martoriata da guerre. Il tutto è letto dagli occhi di una donna, una moderna Eva, una madre di due figli, nati da padri diversi, divisi da odio atavico, nato prima di loro, una professoressa universitaria, una teologa, che come Hannah Arendt è chiamata a seguire un processo per crimini contro l’umanità.”
Sabrina Carletti, Tobia Dal Corso Polzot e Giulio Macrì danno voce e corpo a questo spettacolo grondante sangue e rabbia, lanciato come una pietra contro il cielo e contro i muri d’odio costruiti sulla terra degli uomini. Il testo si conclude con una lettera, scritta dal padre di un bambino di un anno e mezzo, rimasto orfano dopo l’attentato al Bataclan. Le sue parole, semplicemente postate su Facebook, sono rimaste famose. Dicono: “Non avrete mai il mio odio”.










