Descrizione
Il concerto
Composto nel 1808 e dedicato alla contessa Marie Erdödy, il Trio op. 70 n. 1 segna una svolta nella scrittura cameristica di Beethoven: pianoforte, violino e violoncello acquistano un ruolo più equilibrato e dialogano con sonorità ampie e intense. L’opera si articola in tre movimenti, con al centro il celebre Largo assai ed espressivo. Qui motivi brevi e ripetuti, accompagnati dai tremoli del pianoforte, creano un’atmosfera cupa e misteriosa. Il soprannome “I fantasmi” nacque dal paragone fatto da Carl Czerny, allievo di Beethoven, tra questo movimento e l’apparizione dello spettro nell’Amleto di Shakespeare. A contrasto, il movimento iniziale alterna energia e cantabilità, mentre il Presto conclusivo restituisce slancio e leggerezza.
Completato nel 1811 e dedicato all’arciduca Rodolfo, allievo e importante sostenitore di Beethoven, l’op. 97 è il suo ultimo trio con pianoforte. Più ampio e disteso, si sviluppa in quattro movimenti e ha un respiro quasi sinfonico. L’Allegro moderato si apre con un tema nobile e cantabile, presentato dal pianoforte e poi condiviso con gli archi. Lo Scherzo combina vivacità e sorpresa: al gioco ritmico si alternano un episodio fugato e un valzer. Segue un Andante cantabile costruito come una serie di variazioni su un tema dalla semplice solennità corale. Il finale, un rondò brillante e spiritoso, riprende energia mentre il movimento lento sembra ancora dissolversi: un congedo luminoso e sorprendente.











