Descrizione
Il concerto
Benché sia il terzo nell’ordine di pubblicazione, il Quartetto n.3 fu probabilmente il primo dei sei Quartetti op. 18 che Beethoven compose: lo iniziò nel 1798, mentre si confrontava con la tradizione di Haydn e Mozart e cercava una voce personale.
L’Allegro d’apertura nasce da brevi frasi che passano da uno strumento all’altro, come in una conversazione elegante e misurata.
Nell’Andante con moto, un tema serio e camminante si alterna a episodi più agili, in un dialogo in cui melodia e accompagnamento si scambiano continuamente i ruoli.
Il terzo movimento ha il passo raffinato di un minuetto, mentre il Presto finale sorprende con ritmi guizzanti e un’ironia leggera, quasi beffarda.
Nel complesso, il quartetto unisce equilibrio classico e piccoli scarti che lasciano intravedere la futura audacia di Beethoven.
Completato dopo un lungo processo compositivo, il Concerto n.3 fu presentato a Vienna nel 1803; Beethoven stesso ne fu il solista, anche se la parte pianistica non era ancora del tutto scritta e dovette in parte improvvisarla.
È il primo dei suoi concerti per pianoforte in tonalità minore: il do minore imprime alla musica una tensione drammatica che attraversa soprattutto i due movimenti esterni.
Nell’Allegro con brio, orchestra e pianoforte si confrontano in un rapporto serrato, tra slancio virtuosistico e passaggi più raccolti.
Il Largo centrale apre invece uno spazio lirico e contemplativo, con una melodia ampia del pianoforte sostenuta dagli archi.
Il Rondo conclusivo riporta movimento ed energia, chiudendo il concerto in un dialogo brillante tra solista e orchestra.











