17-18 dicembre 2016
Teatro ex Centro Mazziano
Via Madonna del Terraglio 10
Verona

ImmaginAction è il festival del teatro studentesco di Verona e provincia, promosso dalla Provincia di Verona in collaborazione con Fucina Culturale Machiavelli e con il Patrocinio dell’Ufficio Scolastico Provinciale. ImmaginAction è un appuntamento che ha come protagonisti ragazzi dai 14 ai 19 anni, provenienti dagli Istituti superiori e dai corsi di teatro che hanno svolto nel corso dell’anno scolastico.
La finalità del progetto è mettere in connessione tra loro i diversi percorsi che i ragazzi hanno condotto durante l’anno, dando loro la possibilità di partecipare a un vero festival, e condividere con la città la loro passione per il teatro. Nei due giorni del festival saranno offerti ai ragazzi workshop sulle diverse arti sceniche che ruotano intorno al teatro.

L’immaginazione è la prima spinta che ci permette di cambiare la nostra vita e quindi il mondo.

 

Anzi, è più della prima spinta, è la rincorsa.

IL PROGRAMMA

Durante il festival ogni Istituto partecipante presenterà un estratto di un proprio lavoro o uno studio esemplificativo o una prova aperta, preceduto da una breve presentazione volta a illustrare il percorso condotto durante l’anno, l’organizzazione e le finalità principali dell’insegnante.

Poi, nella mattina della domenica, i ragazzi e gli insegnanti, parteciperanno a una serie di workshop sulle diverse professioni del teatro.

I WORKSHOP

Gli studenti potranno nei giorni precedenti il festival, iscriversi al workshop dando una propria preferenza che, nei limiti del possibile, sarà tenuta in conto dagli organizzatori. I laboratori saranno tenuti da maestri e professionisti del teatro e riguarderanno non solo la recitazione, ma tutte le professionalità che ruotano intorno alla scena: drammaturgia, regia, costruzione della maschera,  contact improvisation, scenografia e illuminotecnica, commedia dell’arte.

Il tema portante e trasversale a tutti sarà il potere dell’immaginazione.

# Il tecnico di scena e i suoi segreti

# Il tecnico di scena e i suoi segreti

Andrea Lucchi

“Il lavoro del tecnico è tutto quello che rende possibile uno spettacolo ma che per dare il suo meglio deve restare nascosto. Il laboratorio si svolgerà sul palcoscenico del Teatro ex Centro Mazziano e sarà molto interattivo, per arrivare a vedere il ruolo fondamentale della parte tecnica negli spettacoli, evidenziandone l’aspetto creativo e divertente. Quanto può cambiare la voce di un attore grazie all’aiuto di un bravo fonico? Quanto può trasformarsi una scena con la luce giusta?
Ma soprattutto, con l’aiuto di qualche aneddoto, vedremo come uno dei compiti fondamentali del tecnico sia quello di saper risolvere tutte le problematiche che si incontrano nel corso della messa in scena, anche di fronte alle più assurde richieste del regista.”

Andrea Lucchi, personaggio eclettico del mondo della musica e dello spettacolo, è riuscito a trasformare la propria passione nel proprio lavoro. Musicista, fonico, autore, organizzatore, produttore, le sue attività spaziano dalla musica al teatro, dal cabaret alla tv. Collabora con comici televisivi e musicisti di stampo internazionale. Da 12 anni è il fonico e direttore artistico de Le Cantine de l’Arena di Verona, uno dei più rinomati live club italiani.

# Tra l'attore e l'oggetto

# Tra l'attore e l'oggetto

Sabrina Carletti

“Un ombrello, una valigia, un cappotto, una pentola, uno sturalavandini.
Gli oggetti con cui scegliamo di lavorare sulla scena sono partner con cui entrare in relazione. Di cosa sono traccia? Cosa raccontano? In dialogo con gli oggetti attraversiamo tre momenti, sostiamo in tre atteggiamenti: dapprima ci avviciniamo, stando accanto ad essi, osservandone le qualità, come se arrivassero da un passato remoto o da un futuro lontanissimo, esplorandone gli utilizzi e trasformandoli.
Poi ci fermiamo davanti ad essi, osservandoli, ma soprattutto ascoltandoli: gli oggetti sono tracce di memoria, raccontano storie, racchiudono segreti. Infine ci sistemiamo dentro gli oggetti: ne immaginiamo la storia e proviamo a raccontarla in prima persona, diventando oggetti noi stessi. Le fasi del laboratorio prevedono momenti di improvvisazione, semplici prove di scrittura ed esperimenti di racconto teatrale, come singoli o in piccoli gruppi.
Accanto all’ombrello, davanti al cappotto, dentro la pentola.”

Sabrina Carletti si diploma come attrice a Modena con Emilia Romagna Teatro. Lavora come doppiatrice e speaker. Ha lavorato e collaborato con ERT (Modena), CTB (Brescia), Fondazione Aida (Verona), Cooperativa Teatrale Prometeo (Bolzano), Teatro Nuovo (Verona), Teatro Magro (Mantova). Da molti anni tiene corsi e laboratori per bambini, ragazzi e adulti e dal 2010 è insegnante della scuola del Teatro Nuovo di Verona. Nel 2015 fonda Caesura Teatro per la produzione e promozione di spettacoli e laboratori teatrali.

# Recitare per il cinema

# Recitare per il cinema

Mirko Segalina

“Con l‘invenzione del cinema, lo spettatore è stato letteralmente catapultato sul palcoscenico: grazie a nuovi superpoteri, può immergersi nell’azione, osservare non visto, attraversare muri, addirittura volare, ma – soprattutto – può farlo da vicino, vicinissimo.
Recitare davanti ad una macchina da presa (o ad una videocamera) obbliga l’attore ad un cambio di prospettiva: storicamente allenato ad agire e parlare “a distanza”, ora deve fare i conti con primi piani, dettagli e un realismo mai visto prima.
I gesti, la voce, l’energia: tutto deve essere ricalibrato in funzione di questa magica e invadente lente d’ingrandimento.
Ma non è solo la ricerca di naturalezza a dover preoccupare l’attore cinematografico: fantasia, concentrazione e capacità di “stare al gioco” sono fondamentali affinché questa verità, faticosamente conquistata, sopravviva indenne ad un set ingombro di persone e apparecchiature, movimenti obbligati e ridotti, frammentazione delle riprese, personaggi invisibili e scenografie virtuali.
Sperimenteremo questo “occhio ciclopico” e ci prepareremo ad affrontarlo, allenando la percezione e l’uso dello spazio, il senso della misura e la ricerca del climax, la realizzazione immaginativa delle circostanze date, l’uso della memoria emotiva e della fantasia”.

Mirko Segalina, regista, attore e formatore, si occupa di teatro dal 1993. Si diploma al corso “Il teatro come professione” finanziato dalla Regione Veneto e prosegue arricchendo il proprio percorso con laboratori e stage. Attualmente collabora con diverse compagnie venete ed è coordinatore della Scuola di Teatro del Teatro Nuovo di Verona, dove impegna la propria professionalità ed esperienza come insegnante nei corsi di recitazione, dizione e public speaking.

Progetto promosso dalla Provincia di Verona, con il Patrocinio dell'Ufficio Scolastico Provinciale e il contributo del Consorzio Zai e di Fondazione Zanotto.