#Testadilegno / Ersilia Danza

La fucina dei piccoli

domenica 4 novembre

ore 16.30

domenica 4 novembre con #Testadilegno riparte La Fucina dei Piccoli, per tenervi compagnia per tutto l’inverno con appuntamenti la domenica pomeriggio per famiglie e bambini.

#Testadilegno racconta la favola di Pinocchio, con il linguaggio del teatro-danza, indagando il tema del bullismo nel rapporto tra Pinocchio, il gatto e la volpe.

coreografia e regia Alberto Munarin
creato con Daniele Monticelli | Marco Mantovani | Alberto Munarin
supervisione artistica Laura Corradi
disegno luci Alberta Finocchiaro
direttore organizzativo Augusto Radice
produzione Ersilia Danza

durata: 50 minuti
biglietto unico 7€
bambini fino ai 3 anni ingresso gratuito

I biglietti sono acquistabili il giorno dello spettacolo in teatro a partire dalle 16.00.

#Testadilegno tratta tematiche legate al maniferstarsi del pregiudizio e di quella forma di prevaricazione violenta ed umiliante che spesso si insinua tra gli adolescenti, definita “bullismo”. Quando un elemento insolito irrompe nella conformità comportamentale o estetica del gruppo di pari, il pensiero si arrocca su posizioni difensive di chiusura: la diversità pone in discussione la logicità della forma mentis, mette in dubbio le certezze e le abitudini, scardina il meccanismo dell’omologazione come mezzo per riconoscersi parte di un gruppo.

Questa è la difficoltà che incontra un adolescente quando entra in contatto con ciò che non gli è familiare, ed un inconsapevole atteggiamento difensivo di chiusura gli impedisce di beneficiare della diversità come fonte di ricchezza, di occasione di confronto, di crescita personale.

 

Lo spettacolo si concentra sul rapporto che intercorre tra Pinocchio, il Gatto e la Volpe. Il primo così legnoso, diverso e ingenuo, i due così “finti” nel presentarsi come cieco l’uno e menomato l’altro. Siamo nel Campo dei Miracoli. Gatto e Volpe sono due adolescenti che se la spassano allegramente, tra loro c’è complicità e affinità: sono l’eco l’uno dell’altro. In questo rapporto di complicità trovano il loro equilibrio.
Pinocchio, burattino che si crede bambino, attira la loro attenzione: desta nel Gatto e nella Volpe una sensazione ambigua di curiosità e fastidio. In seguito alla chiamata della Fata Turchina, che raccomanda a Pinocchio di non perdere le monete che il padre gli ha dato, l’interesse dei due compari verso il burattino degenera. Denigrato, imbrogliato, preso in giro per aver creduto che seppellendo le sue monete avrebbe visto nascere un albero di soldi, ora Pinocchio trova consolazione solo nelle parole della Fata, che ricorda al Gatto e alla Volpe quanto pure loro siano “diversi” e “fragili”, soprattutto se non insieme.
Grazie quindi all’intervento della Fata e all’atteggiamento attivo e propositivo dello stesso Pinocchio, i tre troveranno un nuovo equilibrio e, divenuti amici, si troveranno stesi a terra a giocare e a dare un senso alla forma delle nuvole.

Alberto Munarin