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	<title>Stagione 16.17 &#8211; Fucina Culturale Machiavelli</title>
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	<description>Teatro e musica a Verona</description>
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		<title>Quattro attori e un frigo. Intervista a Niccolò Matcovich, regista di Compagnia Habitas.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sara Meneghetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Apr 2017 12:37:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Stagione 16.17]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
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					<description><![CDATA[Chiacchieriamo con Niccolò Matcovich, autore, dramaturg e regista diplomato alla Paolo Grassi e fondatore di Compagnia Habitas, in scena con il suo ultimo lavoro Surgèlami nella stagione 2016-2017 di Fucina...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Chiacchieriamo con Niccolò Matcovich, autore, dramaturg e regista diplomato alla Paolo Grassi e fondatore di Compagnia Habitas, in scena con il suo ultimo lavoro Surgèlami nella stagione 2016-2017 di Fucina Culturale Machiavelli.</p>
<ul>
<li><strong>Niccolò raccontaci com&#8217;è nata Compagnia Habitas.</strong></li>
</ul>
<p>In realtà è nata per sbaglio, io non conoscevo gnomo, che sarebbe Livia Antonelli ma io la chiamo gnomo, informalmente. Ci siamo incontrati <span id="more-3812"></span>a Roma nell&#8217;ottobre 2015 per andare a teatro a vedere Carrozzeria Orfeo e la prima sera che ci siamo incontrati ci siamo detti: &#8220;Facciamo una compagnia&#8221;. E&#8217; stata una cosa alchemica. Poi ci siamo fidanzati. Un connubio prima artistico e poi amoroso. Poi si è unita anche Chiara Aquaro, attrice, anche lei socia fondatrice di Compagnia Habitas.</p>
<ul>
<li><strong>Ed è con loro che è nata l&#8217;idea di <em>Surgèlami</em>?</strong></li>
</ul>
<p>E&#8217; nata sempre come uno scherzo tra me e Livia, una provocazione. Tra maggio e giugno dell&#8217;anno scorso eravamo stressatissimi e tesissimi, avevamo insomma tutte le magagne che possono avere oggi i teatranti in italia. E cercavamo di coniugare la vita amorosa e lavorativa. &#8220;Perché non ci surgeliamo e ci scongeliamo tra 1.500 anni, quando tutto sarà più bello e più facile?&#8221; Poi da lì è nato lo spettacolo. Il primo periodo di prove è stato a giugno nel nostro spazio prove: da quello sono nati i primi 12 minuti di studio, che abbiamo portato a teatro Studio Uno, al concorso Pillole e con cui abbiamo vinto la residenza.</p>
<p>La residenza è durata un mese. Un mese di reclusione totale. A volte eravamo addirittura noi ad aprire e chiudere il teatro. Avevamo le chiavi, sì, loro sono stati meravigliosi, adorabili. Il Teatro Studio Uno è composto da due sale piccole, intime, in un quartiere periferico. Fanno solo drammaturgia contemporanea, ospitano compagnie giovani e hanno molta attenzione per il quartiere. Coinvolgono il territorio. Hanno affiancato al teatro una libreria, spazio soprattutto per bambini, dove fanno tante iniziative, feste, laboratori sensoriali o di accompagnamento alla lettura per i piccoli. Conoscono tutti i commercianti della zona, distribuiscono volantini in modo capillare.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3816" src="https://www.fucinaculturalemachiavelli.com/wp-content/uploads/2017/04/12.jpg" alt="surgèlami" width="750" height="500" srcset="https://www.fucinaculturalemachiavelli.com/wp-content/uploads/2017/04/12.jpg 750w, https://www.fucinaculturalemachiavelli.com/wp-content/uploads/2017/04/12-600x400.jpg 600w, https://www.fucinaculturalemachiavelli.com/wp-content/uploads/2017/04/12-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></p>
<ul>
<li><strong>Di cosa parla <em>Surgèlami</em>?</strong></li>
</ul>
<p>Parla della coppia, da tanti punti di vista. E&#8217; frutto di una drammaturgia scenica e mette insieme 7 punti di vista diversi (attori, regista, dramaturg) mettendo insieme sia spunti di fiction che cose che partivano dalla nostra vita. Anche le coppie sono due per rendere questa pluralità. Non c&#8217;è una storia, ma una sorta di parabola sul percorso dell&#8217;amore e della coppia. Le 4 tappe dello spettacolo sono le fasi canoniche &#8211; farfalle &#8211; la parte bella dell&#8217;inizio &#8211; struttura &#8211; il momento centrale &#8211; catastrofe -, la tragedia della coppia, &#8211; domani &#8211; il finale speranzoso e futuristico.</p>
<p>E questo frigo è il quinto protagonista, che però a volte diventa antagonista &#8211; è rifugio d&#8217;amore, rifugio antiatomico, ma anche cosa che costringe opprime, chiude, schiaccia.</p>
<ul>
<li><strong>E quindi emerge di più la speranza o la catastrofe?</strong></li>
</ul>
<p>Prevale la parte positiva. Le persone sono uscite di umore positivo. non lascia il magone, è anche commovente, ma in modo possiamo dire catartico.</p>
<ul>
<li><strong>E tu perché hai scelto di lavorare alla regia e non al testo?</strong></li>
</ul>
<p>Per accentuare la pluralità dei punti di vista. Con la compagnia abbiamo lavorato parecchio su miei testi. E dopo un po&#8217; mi stanco. Quindi volevo partire da qualcosa di più lontano da me, mettermi in gioco con un confronto stimolante, avere un punto di partenza che non fosse mio, da materiale di altri.</p>
<ul>
<li><strong>A due anni dalla Paolo Grassi cosa dici?</strong></li>
</ul>
<p>E&#8217; stato molto doloroso lasciare Milano, anche perché non avevo chiarissimo finita la scuola quale fosse la mia strada all&#8217;interno del mondo del teatro. Poi, con la grande fortuna di aver incontrato gnomo e il gran privilegio di aver formato una compagnia ho trovato la mia dimensione. pur in una città come Roma che è difficile. Noi abbiamo la fortuna di uno spazio prove gratuito, che è uno spazio occupato. Se non avessimo questo ci sarebbero le sale prove a pagamento che costano l&#8217;ira di Dio e ti costringono alla fine a cambiare città o cambiare mestiere.</p>
<ul>
<li><strong>Ultima domanda: qual è il rischio più grande che hai corso? E quale è stata la tua mossa vincente?</strong></li>
</ul>
<p>Aver fondato questa compagnia è stato un rischio enorme, perché diventare giovani imprenditori di se stessi in un mondo, come quello del teatro, in cui l&#8217;imprenditoria non ha nulla a che fare è stata dura. Ma è stata anche una mossa vincente. Non tanto per i riconoscimenti. Il riconoscimento è un percorso lento e faticoso, ma l&#8217;energia in circolo, e il lavoro per far sì che diventi un mestiere, insieme alle persone stupende che abbiamo incontrato, è già bellissimo.</p>
<ul>
<li><strong>I prossimi passi?</strong></li>
</ul>
<p>C&#8217;è questo grande dibattito: io sono bulimico e vorrei produrre produrre produrre.  Ma ora abbiamo quattro produzioni, e cerchiamo di farli girare il più possibile! Anche perché il confronto con il pubblico è sempre stimolante.</p>
<p><strong>Grazie!</strong></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3819" src="https://www.fucinaculturalemachiavelli.com/wp-content/uploads/2017/04/habitas.jpg" alt="habitas" width="600" height="400" srcset="https://www.fucinaculturalemachiavelli.com/wp-content/uploads/2017/04/habitas.jpg 600w, https://www.fucinaculturalemachiavelli.com/wp-content/uploads/2017/04/habitas-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
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